PECHINO VERSO CONTENIMENTO EMISSIONI AL 28% ENTRO IL 2020

Pechino, 20 nov. - La Cina punta al contenimento delleemissioni inquinanti, che fino al 2020, non potranno crescereoltre un aumento annuo del 28%, contro il tasso di crescita benpiu' elevato del periodo 2007-2013, a una quota media del 45%.Il nuovo regime di emissioni inquinanti e' stato deciso dalConsiglio di Stato cinese, il governo, in una nota emessa ieri,ma datata al 7 giugno scorso. A una settimana dall'accordo congli Stati Uniti sul raggiungimento - entro il 2030 - del piccodelle emissioni inquinanti, per poi scendere, il governo cinesepunta a cinque obiettivi per il contenimento dello smog. Ilprimo, per importanza, riguarda il raggiungimentodell'efficenza energetica attraverso lo sviluppo delle energierinnovabili e l'aumento della produzione interna di greggio,tra cui anche i siti di estrazione al largo delle coste diBohai e nel Mare Cinese Meridionale e Orientale.Il proposito del governo si traduce in cifre parzialmente gia'pubblicate da Pechino in diverse occasioni, e poiperiodicamente riviste. L'utilizzo del carbone entro il 2020non dovra' superare il 62% del totale dell'energia consumata alivello nazionale (da circa il 66% attuale), per arrivare a unaquota massima di 4,2 miliardi di tonnellate consumate all'anno.UN posto di primo piano nel raggiungimento dell'obiettivo loavranno le fonti energetiche non convenzionali, come il metanocoal-bed, per il quale la Cina prevede di raggiungere unaproduzione di trenta miliardi di metri cubi, piu' altri trentamiliardi di metri cubi di shale gas.A seguire, la Cina intende sviluppare piani per la promozionedell'efficenza energetica nelle aree urbane e rurali, perevitare gli sprechi di energia, ridurre la quota di carbone neltotale del consumo di energia a livello nazionale, esostituirla con il gas naturale, l'energia nucleare e lerinnovabili. Lo sviluppo del nucleare e' uno dei punti su cuiil governo punta maggiormente, con l'aumento delle centrali neiprossimi anni: attualmente sono 28 quelle in fase direalizzazione, mentre venti sono quelle gia' operative, situatesoprattutto sulle coste del Paese. L'obiettivo per il 2020,gia' fissato, e' di arrivare a una produzione di 88 gigawatt dienergia sprigionata dall'atomo (o, almeno 58 gigawatt collegatialla rete e altri trenta in fase di realizzazione) e diventareuno dei Paesi leader in questa tecnologia.Quarto punto del programma per la riduzione delle emissioni e'quello di coinvolgere nella cooperazione per l'energia pulitaanche altri Paesi con un ruolo piu' attivo nella governanceglobale, uno dei punti dell'agenda cinese allo scorso G20 diBrisbane. I progressi in questo campo sono, al momento, scarsi.Finora, dal summit australiano e' uscito l'Energy EfficencyAction Plan, che non e' vincolante e si basa sulla"collaborazione volontaria" tra i Paesi membri "in manieraflessibile". L'ultimo obiettivo riguarda, invece, la promozionedi tecnologie innovative per limitare le emissioni inquinanti. .