PECHINO SMENTISCE DISIMPEGNO SULL'EURO

PECHINO SMENTISCE DISIMPEGNO SULL'EURO
Pechino, 27 mag.- La Cina non abbandona l'euro: Pechino ha smentito le notizie circolate ieri su una possibile riduzione delle riserve denominate in valuta europea, indiscrezioni che avevano trascinato al ribasso Wall Street in finale di seduta. "Sul fronte delle riserve in valuta estera, la Cina è un investitore responsabile e di lungo periodo – ha dichiarato la SAFE (State Administration of Foreign Exchange) di Pechino in un comunicato pubblicato oggi sul sito della Banca centrale – e segue sempre il principio della diversificazione. Le notizie pubblicate ieri sono prive di fondamento. L'Europa era, è, e rimarrà uno dei principali mercati d'investimento per le riserve cinesi in valuta estera. Siamo fiduciosi sul fatto che l'Eurozona riuscirà a superare le difficoltà e sosteniamo le azioni intraprese dal Fondo Monetario Internazionale e dall'Unione Europea per stabilizzare i mercati". L'euro, che ieri aveva registrato il livello più basso degli ultimi quattro anni, sta ricominciando a risalire: tutto era iniziato a causa di un articolo pubblicato dal Financial Times che, citando fonti non identificate, raccontava di un incontro tra funzionari della SAFE e "banchieri stranieri", nel corso del quale gli uomini dell'authority di Pechino avrebbero manifestato perplessità sulla tenuta dell'euro e la volontà di ridurre l'esposizione del Dragone verso la valuta europea. Dopo il comunicato della SAFE, a gettare acqua sul fuoco sono arrivate anche le dichiarazioni di Gao Xiqing, presidente di China Investment Corporation, il fondo sovrano cinese che gestisce un patrimonio da 300 miliardi di dollari: "Non penso che la crisi del debito greco avrà un grande impatto sugli investimenti cinesi all'estero – ha detto Gao all'agenzia di Stato cinese Xinhua – il nostro fondo non ha in programma di tagliare i propri investimenti in Europa, ma punta a concentrarsi su investimenti di lungo respiro senza farsi distrarre dalla volatilità di breve periodo dei mercati". Pechino, com'è noto, possiede le più vaste riserve in valuta estera al mondo, che nel 2009 sono ulteriormente aumentate di 453 miliardi di dollari raggiungendo quota 2400 miliardi. A marzo Yi Gang, il direttore della SAFE, aveva dichiarato che la maggior parte di tali riserve è costituita da dollari, euro e yen giapponesi, senza fornire ulteriori dettagli sulla composizione; molti analisti, tuttavia, sono concordi nel ritenere che oltre il 70% della divisa straniera detenuta dal Dragone sia denominata in dollari USA. Nel corso degli ultimi anni i funzionari di Pechino hanno spesso ripetuto il mantra della "diversificazione", intesa come un tentativo di ridurre la dipendenza della Cina dal dollaro tramite l'acquisto di altre valute, tra cui, ovviamente, l'euro. Ma adesso, a causa delle incertezze nel Vecchio Continente e nonostante le dichiarazioni di SAFE e CIC, è facile ipotizzare una maggiore cautela da parte cinese, quantomeno nel breve periodo. Molti osservatori rilevano come negli ultimi mesi la Cina si sia effettivamente mossa verso un differente impiego delle proprie valute, inclusi investimenti in asset nel resto dell'Asia e in paesi ad alta produzione di commodities.

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