PECHINO SI DOTA DI MISSILE ANTI-PORTAEREI

PECHINO SI DOTA DI  MISSILE ANTI-PORTAEREI

Pechino, 30 dic.- Il "Vento dell'Est" è realtà: secondo quanto dichiarato ieri dall'ammiraglio Robert Willard, comandante delle forze USA nel Pacifico, il progetto cinese di missile "Dong Feng-21D" è entrato in una fase di "iniziale capacità operativa". Con il Dong Feng, "Vento dell'Est", la Cina si è dotata di un potente missile balistico con una gittata di 3mila chilometri, capace teoricamente di affondare le portaerei USA. L'arma, che in estate era stata ribattezzata "killer delle portaerei" dai militari americani, è capace di cambiare l'assetto dell'area del Pacifico, fungendo da dissuasione ad eventuali operazioni statunitensi nella zona.

 

Il Dong Feng rappresenta solo l'ultimo capitolo del crescente dinamismo della marina militare cinese: all'inizio del mese era stata diffusa la prima conferma ufficiale della costruzione di una portaerei Made in China -modellata sulla portaerei sovietica "Varyag", ceduta dall'Ucraina a Pechino nel 1998 -, una mossa che il ministero degli Esteri cinese aveva definito "puramente difensiva". Le grandi manovre della Cina suscitano tuttavia crescente inquietudine nei vicini: sempre a dicembre, il governo di Tokyo ha annunciato pubblicamente che i nuovi piani di difesa dell'esercito giapponese sono concentrati sulla difesa dal crescente espansionismo di Pechino; un cambiamento epocale per la difesa del Sol Levante, le cui linee generali, in una logica ormai obsoleta da Guerra Fredda, individuavano nella Russia la minaccia principale.

 

La tensione tra i due paesi era tornata oltre i livelli di guardia ad ottobre, dopo un incidente al largo delle isole Diaoyu-Senkaku - da anni oggetto di contesa tra Tokyo e Pechino - , nel quale la marina giapponese aveva catturato l'equipaggio di un peschereccio cinese. Ma non sono solo le acque tra Cina e Giappone ad essere oggetto di controversie; se la situazione nella penisola coreana continua ad essere estremamente tesa dopo i bombardamenti del novembre scorso coi quali la Corea del Nord (di cui la Cina è l'unico alleato) ha causato la morte di 4 sudcoreani, più a sud, nel Mar Cinese Meridionale, si trovano arcipelaghi come le Isole Spratley e le Isole Paracel, ricchi di risorse energetiche e contesi tra Cina, Vietnam, Taiwan, Brunei, Malaysia e Filippine.

 

Proprio in queste zone, tre flotte della Marina militare cinese avevano compiuto esercitazioni congiunte nel luglio 2010, provocando la reazione del segretario di Stato USA Hillary Clinton. "C'è un interesse nazionale degli USA al rispetto del diritto internazionale nel Mar Cinese Meridionale" aveva detto Clinton. "La Cina ha un'indiscutibile sovranità del Mar Cinese Meridionale e ha sufficienti ragioni legali e storiche per sostenere le sue pretese sui territori marittimi disputati con altri Stati della regione", aveva ribattuto in quell'occasione il portavoce del ministero della Difesa cinese Geng Yansheng.

di Antonio Talia

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