Pechino scommette sul solare

Marco Magrini
Mentre la Cina aspettava l'arrivo dell'eclissi del secolo, il governo di Pechino ha deciso di spingere l'acceleratore sull'energia solare.
I ministeri delle finanze e dello sviluppo rurale hanno annunciato un piano per incentivare massicciamente l'adozione del fotovoltaico. I singoli progetti su larga scala (dovranno essere di almeno 300 Kw) riceveranno contributi statali fino al 50% e, nel caso di impianti nelle aree rurali più disagiate, fino al 70 per cento. L'obiettivo è aggiungere al patrimonio energetico del paese 500 megawatt in due anni. Secondo alcuni analisti, la Cina si appresta a far salire sensibilmente i propri obbiettivi di generazione elettrica tramite il fotovoltaico, in modo da raggiungere i 10 gigawatt entro il 2020.
Per finanziare questa iniziativa su larga scala, la Cina attingerà a 30 miliardi di dollari già stanziati per le energie rinnovabili nel pacchetto nazionale di stimolo all'economia, che è già il più "verde" del mondo. Eppure appare chiaro che, con questa mossa, la Repubblica popolare ha lanciato un salvagente alle imprese nazionali del fotovoltaico, come Suntech Power, Yingli Green Energy o Trina Solar che, leader mondiali nella produzione di pannelli, fino all'anno scorso esportavano complessivamente circa il 95% della propria produzione. Un guaio, visto che con il recente calo degli incentivi statali in Germania e il crollo di quelli in Spagna, l'intero mercato del fotovoltaico è piombato in una crisi da sovracapacità produttiva che ha spinto verso il basso i prezzi di vendita e quindi i fatturati.
Dopo l'annuncio degli incentivi, i titoli di tutte le società cinesi del fotovoltaico sono schizzati in Borsa (Suntech, Yingli e Trina sono tutte quotate a Wall Street). Eppure, a detta degli analisti, la mossa di Pechino potrebbe non bastare a compensare i fatturati in fisiologico calo. «La Cina sta facendo solo una buona campagna di relazioni pubbliche per le aziende cinesi», ha scritto Mehdi Hosseini, analista della Fbr Capital Markets, in una nota ai clienti.
In compenso, la Suntech ha annunciato la costruzione di quattro impianti in Cina per un totale di 1,8 gigawatt. La Repubblica popolare, oggi indietro rispetto alla Germania nel fotovoltaico, si prepara ad essere comunque la numero uno al mondo nel giro di dieci anni, o forse meno.
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23/07/2009