Pechino sceglie la ferrovia al posto dell'auto

Paolo C. Conti
La Cina è diventata ormai il primo emettitore di biossido di carbonio nell'atmosfera. E lo ha fatto con decenni di anticipo rispetto alle previsioni di molti. Un triste primato, che potrebbe restare tale per molto tempo. Tuttavia, sebbene i rischi di un ulteriore peggioramento della situazione restino attuali, il Governo cinese ha varato qualche anno fa un poderoso piano di mobilità sostenibile che rappresenta al tempo stesso una possibile soluzione per consentire gli spostamenti dei lavoratori cinesi e una scommessa coraggiosa per contribuire a migliorare lo stato di salute del pianeta.
La chiave di questo piano sono i treni ad alta velocità, ovvero il sistema di trasporto di massa più ecologico in assoluto su medie distanze. L'obiettivo è ambizioso, e se verrà portato a termine darà vita in poco più di un decennio al sistema ferroviario più vasto, veloce e tecnologicamente avanzato del mondo. Il Governo cinese intende realizzare 25mila chilometri di strada ferrata entro il 2020, su cui transiteranno convogli capaci di raggiungere anche i 350 chilometri l'ora. Per la sola ferrovia l'investimento previsto entro la fine del 2009 è di quasi 35 miliardi di euro, mentre la spesa totale per la creazione dell'intera infrastruttura è fissato a 205 miliardi di euro.
Uno dei benefici collaterali sarà la crescita dell'occupazione. Secondo quanto recentemente dichiarato dal ministero dei Trasporti locale, la realizzazione della sola tratta Pechino-Shanghai creerà 110mila posti di lavoro.
E poi ci sono le ricadute ecologiche. I produttori di automobili non aspettano altro che il mercato cinese si apra definitivamente e nei corridoi gli addetti ai lavori dicono che nei prossimi anni di auto nuove se ne venderanno solo in Cina. Un'esagerazione, che nasconde però aspettative concrete. Ma queste aspettative potrebbero anche andare deluse.
Per gli urbanisti e i teorici della mobilità lo sviluppo cinese è un sogno che si realizza. Un miliardo abbondante di persone, quasi un intero continente, pronto a scegliere in che modo si sposterà domani. Un'occasione per progettare un macro sistema per una mobilità sostenibile che potrebbe non ripresentarsi più per almeno un secolo.
E i treni non sono l'unica occasione da non perdere. Da qualche tempo a questa parte in Cina le tecnologie verdi vanno per la maggiore. Il numero di start-up che nascono per realizzare batterie per auto e sistemi di alimentazione all'idrogeno è in fortissima crescita, il che va di pari passo con l'incremento di iniziative imprenditoriali in altri settori della sostenibilità, come le turbine per gli impianti eolici e i pannelli solari (due settori in cui la Cina è ai primi posti nel mondo quanto a volumi produttivi). Alcuni analisti cominciano a sostenere che sotto questo profilo la Cina, anche per via dell'enorme mercato potenziale che offre, sta diventando il motore trainante di alcune tecnologie verdi.
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28/09/2009