PECHINO: NUOVE MISURE CONTRO L'INFLAZIONE

Pechino, 22 nov. - L'inflazione rischia di azzoppare la crescita armoniosa del Dragone. Mentre le autorità si dibattono tra la necessità di aumentare i tassi di interesse e il rischio di inondazione di capitali speculativi, dopo le misure per il controllo diretto dei prezzi dei generi alimentari, ecco una nuova ondata di provvedimenti volti ad incrementare la produzione alimentare e stabilizzare la fornitura di prodotti e fertilizzanti.  Il Consiglio di Stato ha annunciato oggi un aumento delle colture degli ortaggi, il taglio dei pedaggi stradali per i veicoli che trasportano prodotti agricoli e una riduzione dei prezzi delle forniture energetiche. I provvedimenti arrivano anche per i governi locali, che dovranno temporaneamente distribuire sussidi alla popolazione più a rischio, ed aumentare gli aiuti per gli studenti meno abbienti e per le mense studentesche.

 

La Cina combatte la sua guerra contro l'inflazione, che nel mese di ottobre ha toccato il picco del 4,4% (leggi questo articolo) . L'obiettivo di Pechino è di mantenersi entro la soglia del 3,5% per la fine dell'anno, anche se sono in molti a ritenere che un secondo round di quantitative easing da parte della Federal Reserve americana potrebbe ulteriormente acuire le pressioni inflazionistiche (leggi questo articolo). Intanto venerdì la People's Bank of China (PBC) ha sollevato il coefficiente di riserva obbligatoria dello 0,5% per la seconda volta in due settimane, con l'obiettivo, secondo quanto dichiarato, di rafforzare la gestione della liquidità e controllare in modo adeguato le forniture di moneta e credito (leggi questo articolo). PBC è solita ricorrere a tali misure come segnale per le banche al fine di rallentare il volume dei prestiti erogati, ma gli ultimi provvedimenti di questo genere non hanno sortito l'effetto sperato.

 

Alcuni dirigenti cinesi iniziano a vedere nell'ampliamento della banda di oscillazione del tasso di cambio dello yuan una delle possibili soluzioni: secondo Li Daokui, membro del comitato per la politica monetaria della PBC, uno yuan più forte - richiesto anche a gran voce da Stati Uniti e Unione Europea - contribuirà ad aumentare il potere d'acquisto della popolazione e a ridurre il costo delle esportazioni internazionali, contribuendo in tal modo alla lotta contro l'inflazione. Li Daokui aveva precedentemente dichiarato che la Cina può permettersi un apprezzamento annuo dello yuan tra i 3 e i 5 punti percentuali.

 

E intanto lunedì lo yuan, dopo le misure prese dal governo cinese, scivola contro il dollaro. A mezzogiorno era scambiato a 6,6367 dollari, in ribasso rispetto al 6.6336 di giovedì, ma la moneta cinese è comunque cresciuta del 2.86 % sul biglietto verde da quanto Pechino ha deciso di disancorare lo yuan dal dollaro nel giugno di quest'anno. Gli operatori prevedono che la Cina potrebbe acconsentire ad altri aumenti prima del rapporto semestrale del Tesoro americano sul Dragone – lo stesso che venne ritardato nell'aprile di quest'anno - e che potrebbe contenere un'esplicita accusa di manipolazione di valuta nei confronti del Dragone.

 

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