Pechino isola 70 messicani

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
La febbre suina apre una piccola crisi diplomatica tra Messico e Cina. Il paese sudamericano epicentro del virus H1N1 non ha gradito la decisione presa durante il fine settimana da Pechino di mettere in quarantena una settantina di cittadini messicani.
Questi ultimi erano arrivati in Cina venerdì scorso a bordo di un aereo sul quale viaggiava l'uomo ammalato di febbre suina, intercettato in un hotel di Hong Kong. Ieri, il Governo messicano ha inviato una protesta ufficiale a Pechino sostenendo che le autorità sanitarie hanno messo in isolamento decine di cittadini messicani sani che non hanno mostrato alcun sintomo di febbre suina. E in molti casi, queste persone sarebbero state poste in quarantena forzata in «condizioni inaccettabili». Il caso peraltro, non è l'unico: anche una ventina di studenti canadesi, arrivati in Cina per effettuare uno stage, sono stati fermati all'aeroporto, controllati e, nonostante nessuno accusasse sintomi di influenza, sono stati portati in un albergo dal quale non possono uscire per una settimana.
Il Governo cinese ha replicato alle accuse messicane sostenendo che si tratta di normali misure sanitarie di carattere preventivo. «I provvedimenti in questione non sono diretti ai cittadini messicani e da parte nostra non è stato commesso alcun atto di discriminazione» ha spiegato un portavoce del ministero degli Esteri. Ma le scuse di Pechino sono cadute nel vuoto. Per tutta risposta, infatti, ieri sera il Governo messicano ha annunciato di aver organizzato un volo speciale per rimpatriare dalla Cina i suoi concittadini che, dopo il trattamento ricevuto dalle autorità sanitarie locali, desiderino lasciare il Paese.
L'incidente diplomatico arriva dopo giorni di tensione tra i due Paesi. Ad accendere la miccia erano state alcune dichiarazioni messicane secondo cui l'origine del virus H1N1 sarebbe stata proprio la Cina. La reazione, forse un po' eccessiva, delle autorità cinesi di fronte al passeggero messicano ammalato e dei suoi compagni di viaggio ha fatto precipitare le cose. Ma lo strappo sarà ricucito entro breve tempo. Per una ragione semplice: benché presunto untore, il Messico è pur sempre il secondo partner commerciale della Cina in Sudamerica.
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05/05/2009