PECHINO INTERROMPE SUSSIDI INDUSTRIA EOLICO

PECHINO INTERROMPE  SUSSIDI INDUSTRIA EOLICO
Pechino, 9 giu.- La Cina ha deciso di interrompere i sussidi alle società impegnate nella produzione di turbine eoliche che utilizzano componenti nazionali anziché prodotti importati: la notizia è stata accolta con particolare entusiasmo dai produttori statunitensi, in diretta competizione con le industrie del Dragone.

 

 

Sette mesi fa gli Stati Uniti avevano avviato un'indagine sui sussidi in seguito a una denuncia della United Steelworkers, il sindacato americano dell'acciaio: al centro delle accuse c'era la politica di "innovazione nazionale", una campagna lanciata da Pechino per favorire la produzione interna in molti settori ad alto contenuto d'innovazione, che secondo i calcoli degli americani aveva garantito all'industria dell'eolico cinese sussidi per un valore tra i 6 e i 22 milioni di dollari.

 

 

La questione dei sussidi all'industria eolica era stata sollevata nel gennaio scorso durante la visita del presidente cinese Hu Jintao negli Stati Uniti, e da allora è stato intavolato un lungo negoziato tra i funzionari del ministero del Tesoro e del Dipartimento di Stato americano e i rappresentanti del ministero del Commercio Estero di Pechino.

 

 

In Cina l'industria dell'eolico ha registrato un vero e proprio boom dopo il 2008, da quando è stata inclusa tra i settori sui quali il governo puntava maggiormente nel pacchetto di stimoli economici da 4mila miliardi di yuan (più di 400 milioni di euro) lanciati in quell'anno per contrastare la crisi globale.

 

 

Il successo è stato tale che, secondo quanto riferito da un articolo del quotidiano economico China Securities Journal, Il governo cinese sta considerando l'adozione di misure più severe per l'approvazione di nuovi impianti per la produzione di energia eolica. Secondo l'articolo, le nuove norme renderanno necessaria l'autorizzazione da parte del National Energy Bureau anche per la realizzazione di progetti con una capacità inferiore ai 50 megawatt: "Il governo spera che tali misure serviranno a rallentare un mercato che rischia il surriscaldamento- si legge nell'editoriale-, le nuove regole dovrebbero entrare in vigore al più presto entro la prima metà di quest'anno".

 

 

Secondo le statistiche del Global Wind Energy Council, nel 2010 la Cina ha aggiunto 18.9 gigawatt alla sua capacità di produzione di energia eolica, raggiungendo così un totale di 44.7 gigawatt. Ma, secondo il China Securities Journal, molti impianti eolici rischiano di rimanere inattivi, o quasi, a causa della scarsa capacità di coordinare lo sviluppo del settore con quello delle altre fonti rinnovabili.

 

 

Il mercato dell'eolico cinese è raddoppiato per capacità installata ogni anno dal 2005 al 2009, e nel 2009 è diventato il primo al mondo. Lo scorso anno, inoltre, la Cina ha superato gli Stati Uniti diventando il primo paese al mondo per capacità di energia eolica installata.

 

 

Ma già da tempo alcuni esperti del settore avevano messo in guardia contro il rischio sovrapproduzione: La Cina ha ormai oltre 70 impianti per la produzione di equipaggiamenti adatti allo sfruttamento dell'energia eolica - aveva dichiarato qualche mese il vicepresidente della Chinese Renewable Energy Society Meng Xiangan n- e la domanda nazionale per queste tecnologie è stata già ampiamente superata. Inoltre, la qualità di gran parte di questi prodotti non è stata ancora completamente verificata".

 

di Antonio Talia

 

 

Questo articolo è tratto dal notiziario energetico di Agi, AgiChina Energy. Per informazioni contattare redazione.cina@agi.it 

 

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