Pechino gioca da leader nei supercomputer

Un supercomputer cinese ha superato quelli europei e giapponesi ed è risultato il secondo più veloce del mondo, a sottolineare l'impulso deciso dato dalla Cina alla scienza e alla tecnologia.
Il Nebulae-Dawning del Centro nazionale di supercalcolo a Shenzhen, ha raggiunto i 1,27 petaflop, equivalenti a un milione di miliardi di operazioni matematiche al secondo, nella classifica semestrale dei 500 calcolatori più veloci del mondo resa pubblica lunedì alla conferenza internazionale di Amburgo.
In realtà, Nebulae-Dawning figura al primo posto in termini di massimo potenziale teorico che è però ritenuto una misura meno significativa della velocità raggiunta in pratica durante una prova standardizzata. Al primo posto resta pertanto il Jaguar-Cray del laboratorio nazionale di Oak Ridge, nel Tennessee, usato principalmente per simulare esplosioni di armi nucleari, e che nel novembre scorso era arrivato a 1,75 petaflop/secondo.
Nella classifica di novembre 2009, i cinesi erano quinti con una macchina del Centro nazionale di supercalcolo di Tianjin, oggi retrocessa al settimo posto. Gli Stati Uniti rimangono quindi il produttore dominante e la nazione con il maggior numero di supercalcolatori: 282 su 500 nella nuova classifica, rispetto ai 277 di novembre.
Ma i cinesi sembrano intenzionati a sfidare la supremazia americana e ci si aspettava che tentassero di completare in tempo per la classifica di giugno un sistema realizzato con componenti di produzione cinese. Anche se il Nebulae opera con un sistema della Dawning, si basa ancora su chip Intel e Nvidia.
Entro fine anno è comunque atteso un nuovo sistema che utilizza un microprocessore progettato e prodotto in Cina, e parecchi scienziati del settore ritengono possibile che conquisti il titolo mondiale.
«L'unica cosa chiara è che i cinesi mirano alto» dice Horst Simon, co-direttore del Lawrence Berkeley Laboratory for Computing Sciences, in California.
«Non mi sorprenderei se a fine anno superassero la potenza di calcolo dell'intera Unione europea e disponessero di un sistema capace di arrivare in cima ai Top 500», gli fa eco Jack Dongarra, un ricercatore dell'università del Tennessee che fa parte degli organizzatori della classifica.
Negli anni Sessanta gli americani hanno costruito le prime macchine dette "supercalcolatori" e da allora sono i leader incontrastati di questa tecnologia. Nel 2002 però, il governo di Washington era rimasto scosso quando l'Earth Simulator finanziato dal governo giapponese aveva occupato per un breve periodo il primo posto nei Top 500.
Da allora gli Stati Uniti hanno investito somme importanti nello sviluppo di sistemi di calcolo utilizzati dalle scienze e dall'ingegneria per risolvere problemi che vanno dalla simulazione del clima alla progettazione di mezzi di trasporto.
Gli americani hanno sfondato la barriera del petaflop nel 2008 e tra il 2018 il 2020 dovrebbero riuscire a costruire sistemi exascale, capaci di compiere un miliardo di miliardi di operazioni al secondo e quindi mille volte più veloci dell'attuale Cray Jaguar.
«Gli informatici hanno convinto il governo di aver bisogno di sistemi exascale per compiere progressi in molte delle proprie discipline, clima, energia nucleare, nuovi materiali, sequestro della CO2 ecc.», conclude Jack Dongarra.
© THE NEW YORK TIMES 2010
Traduzione di Sylvie Coyaud

www.top500.org
La classifica biennale dei 500 calcolatori più veloci del mondo

02/06/2010