Pechino entra nel « governo» di internet

Internet si mondializza, e l'organo per il suo autogoverno tecnico apre a Russia e Cina. I due protagonisti fra le economie emergenti entrano così, buoni ultimi, nel comitato di consulenza governativa dell'Icann (Internet corporation for assigned names and numbers), l'ente di autogestione della rete che è nel complesso amministrato da tecnici e scienziati statunitensi. Nessun rischio per la democrazia della rete, garantiscono però gli esperti.
Le attività dell'Icann sono infatti prevalentemente tecniche (assegnazione dei nomi dei siti, coordinamento tecnico e creazione di nuovi standard) e di promozione della rete nel mondo. Non c'è quindi all'orizzonte un aumento del "peso" politico internazionale della Cina e della Russia nel decidere o gestire eventuali filtraggi dei contenuti della rete tramite il nuovo seggio consultivo all'Icann. Infatti, l'entrata dei due paesi nell'organizzazione risponde invece al bisogno dell'Icann di coordinare meglio le sue attività tecniche, senza cambiare le tecnologie adoperate.
Soprattutto la Cina è diventata sempre più grande dal punto di vista del peso dei suoi navigatori: dal 2007 al 2008 i cinesi sul web sono cresciuti del 42% e a gennaio 2009 erano 298 milioni, con 162 milioni di blog e una crescita del 133% delle connessioni via cellulare, arrivate a superare i 170 milioni. I siti web registrati in Cina sono 17 milioni. Neanche gli Usa, fermi a circa 223 milioni di navigatori, o l'Unione europea nel suo complesso (che tocca i 247 milioni) riescono a competere con la marea cinese. La Russia, invece, nel 2008 è arrivata a circa 30 milioni di navigatori, dodicesima posizione al mondo dopo l'Italia (decima) e la Francia (undicesima).
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07/07/2009