PECHINO E MOSCA, VIA IL DOLLARO

PECHINO E MOSCA, VIA IL DOLLARO

Pechino, 24 nov. -  Biglietto verde in pensione ai confini tra Cina e Russia: con un comunicato congiunto diffuso ieri sera da San Pietroburgo, il premier cinese Wen Jiabao e quello russo Vladimir Putin hanno annunciato che le due nazioni inizieranno a fissare gli scambi commerciali nelle rispettive valute. Cina e Russia erano abituate ad utilizzare altre valute - in primis il dollaro - ma dallo scoppio della crisi finanziaria internazionale entrambi i paesi hanno iniziato a valutare altre possibilità: "Si tratta di un passo importante negli scambi bilaterali, che riflette il consolidamento dei sistemi finanziari di entrambi i paesi,- ha detto Putin - da lunedì scorso il rublo viene scambiato contro lo yuan al mercato interbancario cinese, e il processo inverso verrà reso possibile in Russia a partire dal mese prossimo".

In questi giorni i due primi ministri hanno firmato numerosi accordi: OAO Sberbank, la più importante banca russa, ha raggiunto un accordo con Export-Import Bank of China per l'apertura di una linea di credito da due miliardi di dollari che verrà utilizzata "per il finanziamento di importanti progetti di collaborazione"; l'operatore  russo del settore nucleare Atomstroyexport costruirà due nuovi reattori presso la centrale cinese di Tianwan, nella provincia del Jiangsu. Ed è proprio sulla questione energetica che i due giganti sembrano destinati a collaborare nonostante i dissidi che li separano: Mosca inizierà all'inizio del prossimo anno a trasportare greggio e gas naturale verso Pechino tramite la nuova pipeline ESPO (East Siberian- Pacific Ocean), che nelle intenzioni di entrambi dovrà contribuire a soddisfare l'enorme domanda cinese di energia con 30 miliardi di metri cubi di gas entro il 2015 e addirittura 150 miliardi di dollari in petrolio entro il 2030.

Ma Cina e Russia non sono ancora riuscite a raggiungere un accordo sul costo effettivo da applicare al gas; se tramite Gazprom l'Orso russo insiste ad applicare gli stessi prezzi fissati con l'Europa, il Dragone non ci sta e chiede una quota minore in virtù delle enormi quantità richieste: "L'argomento rientra ovviamente nei negoziati - ha dichiarato Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin-  ma è ancora troppo presto per parlare di un accordo definitivo".

Altra questione in ballo, per quanto sia passata sottotraccia durante gli incontri Wen-Putin, è quella demografica: da tempo, infatti, gli estremi confini orientali della Russia sono oggetto di un acceso dibattito interno a causa di un processo di sinizzazione che sarebbe già in atto da anni. L'anno scorso, ad esempio, durante una conferenza alla presenza di Vladimir Putin, un giornalista tedesco sollevò un duplice interrogativo: lo sviluppo della cooperazione russo-cinese sta producendo uno stato di sudditanza da parte della Russia nei confronti della Cina? L'Estremo Oriente russo si sta trasformando in una colonia cinese?

Le inquietudini della popolazione russa si rispecchiano nelle posizioni accademici come Mikhaïl Deliaguine , direttore dell'Istituto di Studi sulla globalizzazione (IPROG) di Mosca:  "Un tempo, noi eravamo il fratello maggiore (sovietico) della Cina (socialista). Oggi, la Russia non è che un piccolo partner.[…] Se continuiamo a rimanere inermi come lungo gli anni '90, corriamo il rischio di essere sinizzati nel medio periodo: non parleremo solamente cinese, penseremo anche come i cinesi". A smorzare le voci e placare gli umori della popolazione ci aveva già pensato il Presidente Medvedev, dichiarando ad una televisione nazionale che "la Cina è uno dei partner commerciali che offrono le migliori prospettive di cooperazione economica per la Russia, e quindi è indispensabile che la Russia si adoperi per attrarre ancor più investimenti cinesi in Siberia". Nei primi sei mesi del 2010 la Cina ha superato la Germania, diventando il secondo partner commerciale della Russia. Pechino, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, nel 2009 ha superato gli Stati Uniti, diventando il primo consumatore di energia del mondo.  Forse in fondo l'Orso e il Dragone non si amano; ma sembrano destinati a percorrere un lungo tratto di strada insieme.

 

di Antonio Talia

 


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