Pechino compra 15 sistemi antimissile russi

I russi vendono alla Cina quel che non possono consegnare all'Iran. Almaz-Antei, la compagnia statale nel settore della difesa aerea, ha annunciato ieri di aver concluso l'invio di 15 batterie di sistemi avanzati S-300, missili terra-aria noti alla Nato come SA-20 Gargoyles. In grado di colpire missili balistici in un raggio di 160 chilometri, ragione per cui Stati Uniti e Israele hanno fatto pressioni sul Cremlino perché sospendesse la vendita di sistemi analoghi a Teheran. Nel dare la notizia Igor Ashurbeili non ha voluto rivelare il valore del contratto che tuttavia gli esperti di difesa fissano a circa 2 miliardi di dollari. Un contratto destinato a rilanciare le esportazioni di armi russe a Pechino, in fase calante per la tendenza dei cinesi ad acquisire tecnologia per poi riprodurla da sé.
L'altro fronte su cui sono impegnati i russi è il Venezuela: Vladimir Putin è arrivato ieri a Caracas con un seguito di 120 rappresentanti di varie industrie, ma il piatto forte saranno ancora le armi e l'energia. In particolare, il progetto di una joint venture tra le major russe e la venezuelana Pdvsa per l'esplorazione della fascia dell'Orinoco. Hugo Chavez è anche in cerca di prestiti per l'acquisto di armamenti russi, che proprio ieri su internet si sono visti giocare un brutto scherzo. A Ekaterinburg, negli Urali, un autocarro che stava trasportando proprio un sistema S-300 non ha valutato bene la tenuta della strada ed è finito dentro un'enorme pozzanghera. Erano in corso le prove per la parata del 9 maggio prossimo, e in pochi minuti le immagini dell'enorme complesso impantanato nel fango sono finite online. Non la migliore delle presentazioni: per fortuna, l'affare con la Cina era già stato concluso.
A.S.
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03/04/2010