Pechino, che delusione

Wen Jiabao delude i mercati, che mercoledì erano schizzati verso l'alto scommettendo sull'imminente lancio di un piano di stimolo supplementare per l'economia cinese. La maxi-manovra straordinaria da 600 miliardi di dollari varata lo scorso novembre, ha detto ieri il premier cinese aprendo i lavori dell'Assemblea nazionale del popolo, sarà sufficiente a raggiungere il target di crescita dell'8% fissato dal Governo. A patto, ovviamente, che il quadro congiunturale globale non peggiori ulteriormente.
In quel caso, le esportazioni cinesi subirebbero un altro duro colpo, e gli obiettivi programmatici del budget 2009 andrebbero rapidamente in fumo. E con loro rischierebbero di andare in fumo altri milioni di posti di lavoro nell'industria manifatturiera. Nella malaugurata eventualità, per evitare un'ondata di malcontento sociale il Governo cinese risponderebbe certamente alla nuova sfida posta dalla crisi finanziaria internazionale con la stessa tempestività mostrata finora. Se fosse necessario, anche riaprendo nuovamente il portafoglio della spesa pubblica.

06/03/2009