Pechino batte gli Stati Uniti

Beda Romano
FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente
L'associazione delle società tedesche di macchine utensili ha rivelato che nel 2008 la Cina è stata il primo produttore al mondo in questo settore, scalzando gli Stati Uniti.
Secondo una stima della Vdma nel 2008 il settore ha registrato un fatturato mondiale di 1.600 miliardi di euro, in rialzo dai 1.350 miliardi di euro del 2007. Nel contempo, le imprese cinesi sono cresciute per raggiungere un giro d'affari di 271 miliardi di euro, davanti alla Germania (ferma al secondo posto, con 233 miliardi) e agli Stati Uniti (231 miliardi).
Il balzo della Cina nel 2008 non deve sorprendere. Solo verso la fine dell'anno l'economia globale ha lanciato segnali di rallentamento. Nella prima parte del 2008, prima dell'aggravarsi della crisi finanziaria, l'espansione economica mondiale era rimasta vigorosa, trainata dal commercio internazionale.
Per molti versi la produzione cinese di macchine utensili è il riflesso di un Paese che si sta rapidamente ammodernando e che utilizza con crescente successo i beni utensili di origine occidentale. Nella classifica pubblicata ieri, l'Italia è al quinto posto, con un fatturato di 108 miliardi, dietro al Giappone (186 miliardi).
La fiera industriale di Hannover, che si tiene questa settimana, è stata anche l'occasione per nuove stime sull'economia. Mentre la Bundesbank afferma che il trimestre dell'anno si è chiuso peggio del quarto trimestre del 2008 (terminato con un -2,1%), ieri la Vdma ha sostenuto che una stabilizzazione nel settore delle macchine utensili è possibile già nel secondo semestre.
«Ci aspettiamo che da metà anno dovrebbe concludersi la fase di calo degli ordini», ha detto il presidente dell'associazione di categoria Hannes Hesse. Ciononostante, la Vdma prevede un calo degli ordini su base annua del 10 per cento. La produzione americana calerà del 15%, quella dell'Europa occidentale del 13%, quella giapponese addirittura del 25 per cento.
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21/04/2009