Pechino apre sulle terre rare

La Cina avrebbe improvvisamente ripreso le esportazioni di terre rare: tanto quelle verso gli Stati Uniti e l'Europa – interrotte dal 18 ottobre – quanto quelle verso il Giappone, che erano state sospese oltre un mese fa (anche se in questo caso si registra ancora qualche intoppo alle dogane). Lo riporta il New York Times, attribuendo la notizia a quattro diverse fonti industriali del settore. L'embargo all'export dei 17 metalli, resi sempre più ricercati dalle infinite applicazioni nell'hi-tech e nelle energie pulite, non era mai stato dichiarato ufficialmente. Pechino aveva anzi più volte smentito azioni coordinate per impedirne la vendita all'estero. Tuttavia la questione ha fatto esplodere un caso diplomatico, con pressioni crescenti da parte di Bruxelles e Washington, decise a trovare una soluzione al problema, a costo di ricorrere all'Organizzazione mondiale per il commercio. Potrebbe essere stato in particolare l'approccio aggressivo dell'amministrazione statunitense a convincere Pechino a riprendere le spedizioni.
La Casa Bianca ha comunicato ieri che il presidente Barack Obama intende incontrare il suo omologo cinese Hu Jintao prima del G-20, in programma per l'11 novembre a Seul. Mentre il segretario di Stato Hillary Clinton, in questi giorni in missione in Asia, ha dichiarato che domenica farà tappa anche in Cina. Fra i temi che entrambi desiderano affrontare c'è «probabilmente» anche quello delle terre rare, ha confermato Jeffrey Bader, consigliere della Casa Bianca e responsabile delle relazioni con l'Asia all'interno del National Security Council.
La stessa Clinton proprio ieri, in una conferenza congiunta con il ministro degli Esteri giapponese Seiji Maehara, si era soffermata sul tema: «Spero che il commercio di questi importanti materiali continui in modo assiduo e senza alcuna interferenza. Allo stesso tempo il ministro giapponese e io siamo consapevoli che bisognerà cercare ulteriori fonti di approvvigionamento (oltre alla Cina, che oggi domina il mercato, soddisfacendo il 97% della domanda mondiale, ndr)».
Il portavoce del ministero cinese dell'Industria, Zhu Hongren, ha dato subito un primo segnale rassicurante: «La Cina non userà mai le terre rare come strumento negoziale». La riapertura delle frontiere, se confermata, potrebbe convincere gli Usa che Pechino non sta cercando lo scontro frontale.
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29/10/2010