Perché per tutto marzo non si troverà casa a Pechino 

Stop su Airbnb alla ricerca di appartamenti e camere in affitto durante i lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo

Perché per tutto marzo non si troverà casa a Pechino 

Niente alloggi in affitto in centro a Pechino durante i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo, almeno non su Airbnb.

Da una ricerca sul popolare sito di ricerca di appartamenti e camere in affitto temporaneo non è possibile, infatti, trovare un alloggio in centro città fino al prossimo 30 marzo, quindi oltre la conclusione dei lavori del parlamento cinese, previsti per il 20 marzo, e quest’anno particolarmente delicati per l’attesa approvazione degli emendamenti alla Costituzione cinese, tra cui anche quello che prevede l’eliminazione del vincolo del doppio mandato per il presidente, che spianerebbe la strada a un incarico a tempo indefinito per Xi Jinping al vertice dello Stato.

Rimborso per chi ha già prenotato

“Per cause non dipendenti da noi, le case a Pechino non saranno disponibili fino al 30 marzo”, si legge sul portale di Airbnb da una ricerca compiuta in date nelle quali sono in fase di svolgimento i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo. La stessa Airbnb ha confermato a Business Insider, primo a riportare la notizia, la non disponibilità di alloggi in centro a Pechino fino a quella data a causa di “fattori esterni”. Sistemazioni temporanee sono invece possibili al di fuori del centro città, o addirittura oltre i confini cittadini, nella provincia dello Hebei. 

Airbnb non ha confermato direttamente che la scelta di non postare alloggi nell’area del centro di Pechino sia collegata alla sessione annuale dell’Anp, che si tiene alla Grande Sala Del Popolo, su piazza Tian’anmen, limitandosi a dire di volere cercare di essere “buoni vicini” con le autorità cinesi, ma senza entrare nel dettaglio di eventuali richieste ricevute.

Per chi avesse già prenotato una stanza, Airbnb ha promesso il “pieno rimborso” delle spese sostenute: un episodio analogo si era verificato anche nell’ottobre scorso, in occasione del diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, quando su Airbnb non era possibile trovare una sistemazione nel raggio di venti chilometri da piazza Tian’anmen. Anche in quel caso, il portale aveva promesso il rimborso a chi avesse già prenotato un alloggio.



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