Pearson raddoppia l'affare della lingua inglese in Cina

Nicol Degli Innocenti
LONDRA
Insegnare inglese agli stranieri è un business che non conosce crisi. Secondo il British Council nel mondo ci sono 1 miliardo di persone che studiano l'inglese come seconda lingua ed entro il 2020 il loro numero raddoppierà a 2 miliardi, grazie all'effetto combinato della globalizzazione, dell'immigrazione e dei viaggi più frequenti. Ne sa qualcosa Pearson, il gruppo specializzato in prodotti educativi che controlla tra l'altro il Financial Times e la casa editrice Penguin. La sua divisione International Education da tempo punta a conquistare una consistente fetta del mercato e nel 2008 ha quasi raddoppiato il fatturato a 866 milioni di sterline, dai 484 milioni del 2007. La crescita a livello globale sta avvenendo sia usando metodi tradizionali (corsi, scuole e libri) sia mezzi innovativi come internet. Il mese scorso, ad esempio, Pearson ha siglato un accordo con Livemocha, sito fondato nel 2007 a Seattle da un gruppo di venture capitalist e dedicato all'insegnamento divertente e solo online delle lingue, che ha già 2 milioni di utenti.
Pearson è un gruppo globale con una presenza in 55 Paesi, ma punta in particolar modo sulla Cina come motore della crescita futura. «La Cina ha un ruolo assolutamente centrale nel nostro progetto di rafforzare la posizione di Pearson di numero uno al mondo per l'insegnamento dell'inglese» ha detto John Fallon, chief executive della divisione International Education. Pochi giorni fa Pearson ha annunciato l'acquisto di Wall Street English (Wse), la maggiore società specializzata in corsi di lingua della Cina, per 145 milioni di dollari in contanti. La società di private equity Carlyle, che ha venduto il business a Pearson, aveva acquistato il Wall Street Institute nel 2004 e da allora ha triplicato il fatturato globale del gruppo. Le entrate della divisione cinese sono aumentate del 40% annuo negli ultimi tre anni e si prevede quest'anno raggiungano i 70 milioni di dollari.
Acquistando i 39 centri di Wse Pearson ha in un colpo solo più che raddoppiato la presenza in Cina. I 39 si aggiungono ai 27 centri Longman che il gruppo aveva acquisito solo lo scorso anno e i due business verranno fusi in uno, allargando il raggio d'azione di Pearson. Mentre Longman ha centri solo a Pechino e Shanghai, infatti, Wse è presente in altre cinque città tra le quali Guangzhou e Shenzhen e ha circa 35mila studenti. Fallon ha anche dichiarato che il gruppo intende fare nuovi investimenti e aprire centri in tutto il Paese.
Quindi, anche se rallenta il ritmo della crescita economica in Cina e calano gli investimenti stranieri, scesi del 21% nel primo trimestre dell'anno, il business dell'inglese continua a crescere. «Pearson vuol essere un protagonista sul mercato cinese dell'insegnamento – ha detto John Fallon – perché è uno dei più dinamici e interessanti al mondo».
nicoldynes@aol.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'ESPANSIONE



55
Paesi in cui è presente
Il gruppo inglese, che controlla tra l'altro il Financial Times
e la casa editrice Penguin,
ha ormai una presenza globale
866 milioni
Fatturato 2008 in sterline
I ricavi dall'insegnamento delle lingue all'estero per
il gruppo sono raddoppiati rispetto al 2007
66
I centri in Cina
Con il recente acquisto di Wall Street English (Wse), raddoppia la presenza in Cina di Pearson, che già l'anno scorso nell'ex Celeste Impero aveva rilevato Longman

21/04/2009