PBoC: "CONTINUEREMO A SOSTENERE L'EURO"

Pechino, 13 gen.- Pechino è pronta a sostenere l'Eurozona, tanto attraverso l'acquisto di titoli delle diverse nazioni europee che tramite una partecipazione alle future misure di stabilizzazione: a ribadirlo, da Londra, è stato ieri il vicegovernatore della Banca centrale Yi Gang, che si trova nella capitale britannica al seguito del vicepremier Li Keqiang insieme ad una folta delegazione cinese. "La Cina rappresenta da tempo un investitore stabile e di lungo periodo sui mercati finanziari europei - ha detto Yi nel corso di un incontro organizzato da People's Bank of China - e sostiene già i provvedimenti di stabilizzazione adottati dall'Unione europea, dalla Banca Centrale Europea e dal Fondo Monetario Internazionale. Sono sicuro che se ci fosse bisogno di interventi da parte del fondo di emergenza europeo, vorremmo partecipare attivamente, ovviamente con la vostra autorizzazione".

 

I recenti impegni della Cina ad acquistare bond spagnoli e portoghesi - come il sostegno al debito pubblico greco di qualche mese fa - hanno già contribuito a dare un po' di sollievo alle aree più critiche dell'Eurozona, ma adesso la partecipazione cinese si potrebbe spingere ancora più in là: Yi Gang, infatti,  parla esplicitamente di interventi sullo European Financial Stability Facility, il fondo da 440 miliardi di euro costituito per soccorrere le nazioni indebitate dell'Eurozona. "Il principio alla base degli investimenti delle riserve cinesi è che puntiamo a investire in diversi mercati finanziari in tutto il mondo, e continueremo a farlo - ha detto ancora Yi Gang -, la Cina sostiene una diversificazione all'interno del sistema internazionale delle valute, e l'euro costituisce uno dei pilastri di tale sistema".

 

"Abbiamo piena fiducia nell'euro"ha detto ancora il vicegovernatore della Banca centrale, nonostante i dubbi espressi recentemente da alcuni adviser di People's Bank of China sulla moneta europea. "Nessuno auspica la scomparsa dell'euro - ha detto recentemente l'adviser Xia Bin - e a mio avviso i mercati finanziari globali sono più stabili in una situazione di equilibrio tra dollaro ed euro, che non in presenza di un dollaro dominante". Il Dragone, com'è noto, detiene le più imponenti riserve in valuta estera del mondo, che a fine 2010 sono ulteriormente aumentate, raggiungendo quota 2850 miliardi di dollari (questo articolo). Nonostante la composizione esatta delle riserve cinesi non venga resa nota dal governo di Pechino, l'euro costituisce la prima alternativa al dollaro e si stima che costituisca circa il 25% del totale, pari a circa 710 miliardi di dollari. Dallo scoppio della crisi globale, il premier Wen Jiabao ha espresso più volte la preoccupazione della Cina sull'affidabilità dei suoi asset denominati in dollari, e ieri il viceministro degli Esteri cinese Cui Tiankai aveva dichiarato che l'argomento costituirà uno dei temi della visita di Hu Jintao negli USA, la prossima settimana. La Cina, insieme ad altre economie emergenti, si mostra da tempo critica nei confronti del ruolo di valuta internazionale esercitato dal dollaro, e sostiene la necessità di una riforma del sistema monetario globale.

 

 

 

Di Antonio Talia

 

 

 

© Riproduzione riservata