PATTO CINA E GIAPPONE RIDURRE USO DOLLARO

Roma, 27 dic. - Pechino e Tokyo dicono "no"al dollaro: con l'accordo firmato a Pechino dal primo ministro cinese Wen Jiabao e dal suo omologo cinese Yoshihiko Noda, i due Paesi si impegnano a ridurre l'impiego del biglietto verde negli scambi commerciali bilaterali. Il Giappone ha inoltre confermato l'intenzione di acquistare titoli del debito pubblico cinese, aggiungendo per la prima volta il renminbi al suo portafoglio di riserve in valuta estera.

 

Cina e Giappone si preparano a mandare in pensione il dollaro? In realtà, molti osservatori guardano alla mossa più per il valore simbolico che per quello pratico: nonostante la massiccia copertura che i media cinesi riservano all'evento, l'impiego delle rispettive valute negli scambi bilaterali era reso possibile già da una riforma varata da Pechino nel 2010, ma finora l'esatto ammontare dei commerci fissati in yen e yuan è stato talmente limitato da sembrare quasi invisibile. Al momento le società cinesi che acquistano beni giapponesi convertono gli yuan in dollari, data la riluttanza dei nipponici ad accettare la moneta cinese, e - allo stesso modo- le compagnie giapponesi cambiano gli yen in divisa statunitense prima di comprare beni cinesi. Il principale ostacolo all'accettazione dello yuan-renminbi rimane la scarsa propensione dei cinesi a diminuire i controlli sul proprio conto capitale, un fattore che obbliga chi accetta valuta cinese ad investire necessariamente in Cina, o al massimo a Hong Kong.

 

Ma da tempo Pechino è impegnata in un lento ma continuo processo di internazionalizzazione dello yuan: solo negli ultimi giorni, ad esempio, la Cina ha avviato swap bilaterali di valuta con Thailandia e Pakistan, che si vanno ad aggiungere agli altri patti simili stretti con altri paesi dell'area.

 

L'accordo col Giappone, tuttavia, manca ancora di una definizione precisa dei tempi e dei modi coi quali le due nazioni intendono diminuire l'impiego del dollaro: le conseguenze del patto, dicono gli analisti, si potranno osservare solo medio periodo.

 

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