PANDA SI DICE ORSO-GATTO?

PANDA SI DICE ORSO-GATTO?

Ningbo, 06 ago. - Dal diario di Boandi del 20 giugno.

 

Di nuovo in Cina dopo una settimana in Europa per partecipare a una conferenza a Londra. Si parlava di sicurezza sul lavoro e l'ospite d'onore è stato un professore cinese della Renmin University di Pechino, una delle migliori università cinesi. K. Chank ha presentato una relazione sull'evoluzione della regolamentazione della sicurezza nel diritto del lavoro cinese. Non parlava inglese ed ha avuto bisogno di una traduttrice. Nonostante le difficoltà linguistiche ha catturato l'attenzione per il coraggio e la competenza con cui ha affrontato il tema anche facendo riferimento ai recenti casi Foxconn e Toyota.

 

Al termine del suo intervento, durante la pausa, tutti i colleghi si sono messi in fila per scambiare il biglietto da visita. Anche per questo semplice gesto era necessario fare affidamento sulla traduttrice. Quasi tutti i presenti sapevano del mio lavoro anglo-cinese e allora mi sono fatto coraggio provando a sfoggiare il mio mandarino.

 

Davanti a tutti approccio spavaldamente Chang, forte delle mie 10 frasi e delle mie 30 parole, facendomi scudo con il lato cinese del mio biglietto da visita.

 

Londra, interno giorno, in cinese:

 

Boandi: "Ciao Chang come ti butta?"
Chang: "Ciao"
Boandi: "Ciao come stai?"
Chang: "Ah Ah"
Boandi: "Ciao"

 

Pubblico: "ohhhhhh"

 

Chang: Non sa non risponde
Boandi: "Io sono Italiano"
Chang: "Bene"
Boandi: "Io lavoro a Ningbo"
Chang: "No! Davvero?"

 

Pubblico: "ohhhhhh ripetuti"

 

Boandi: "Io essere Italiano, io lavorare per Università Inglese di Nottingham"
Chang: "Davvero, ma stai in Cina?"
Boandi: "Esatto"
Chang: Sorriso + frase incomprensibile e intervento della traduttrice
Boandi: "Esatto, io sto in Zhejiang"
Chang: Sorrisetto + frase incomprensibile
Boandi: "Io sono italiano mi chiamo Boandi"

 

Pubblico: ripetuti segnali di stupore

 

Chang: "Piacere"
Boandi: "Ecco il mio biglietto"
Chang: "Grazie" + frase in lingua aliena
Boandi: "Ciao come stai?"
Chang: "Ciao"
Boandi: "Ciao stammi bene, viva la Cina."

 

Pubblico: "Mitico!"

 

Data la limitatezza del repertorio il siparietto dura pochi minuti al termine dei quali, un poco rosso in volto, mi ritiro al mio posto attraversando ali di colleghi incuriositi.

 

Lasciata alle spalle la pioggerellina londinese ho trovato nella Cina meridionale un mezzo monsone, non fastidioso come dalle parti di Hong Kong, ma anche qui non ci si lamenta in quanto a caldo e umidità.

 

Arrivo con la notizia che il governo sta per mettere in atto politiche di controllo del fumo. Pare che i cinesi fumino più dei turchi. Ci sarebbero 350 milioni di fumatori e il Governo si è accorto che i costi sociali del fumo sono certamente superiori ai ricavi fiscali della vendita di sigarette. Ci sono centinaia di produttori e c'è persino un fenomeno di contraffazione del tabacco.

 

Il Governo appunto. La settimana scorsa ho chiesto a una studentessa di spiegarmi la partecipazione politica dei cinesi dopo aver scoperto che nei nostri seminterrati il partito comunista rilascia tessere. A proposito, la tessera del Partito Comunista non la danno via mica come quella del PDS. Devi fare un esame ed essere accettato dal segretario locale.

 

Dice la mia tesista: "I remember last time you asked me about other parties in China. Besides the Communist Party there are also Revolutionary Committee of the Kuomintang, China Democratic League, China Democratic National Construction Association, China Association for Promoting Democracy, Chinese Peasants' and Workers' Democratic Party, China Zhi Gong Party, September 3 Society and Taiwan Democratic Self-Government League. They are eight minor parties which are not so powerful and influential, they just have some symbolic function in my opinion."

 

A proposito, da quanto sono abbonato al giornale libero di Hong Kong, il ben fatto Southern China Morning Post, seguo gli eventi relativi all'anniversario di Tiananmen; il discorso interno al Partito e le azioni di ricordo dentro e fuori Mainland Cina. "Families of those killed in the crushing of the 1989 Tiananmen Square protests, yesterday demanded China end its silence and open a dialogue on the bloodshed. In an annual open letter, 128 members of the Tiananmen Mothers castigated the government for ignoring its calls for openness on the crackdown that occurred on June 3-4, 1989 and vowed never to give up their fight." Niente di rivoluzionario ma l'argomento non è completamente annientato come si può credere in Europa.

 

Ieri in taxi lunga discussione con l'autista sul campionato del mondo. Il tassinaro cinese medio sa tutto delle nazionali europee e sa tutto delle grandi squadre italiane. Sa tutto di tutti e in particolare di Totti. Incredibile ma vero. Con orgoglio al semaforo mi ha indicato una piccola auto di produzione cinese: si chiama Panda. La Geely Panda da dietro o da davanti sembra proprio un panda con occhioni neri. Gli ho detto che c'è già la Panda Fiat ma senza suscitare troppo il suo interesse. La cosa interessante è che panda in cinese mandarino si dice Orso-Gatto (xióng māo). A Taiwan invece si chiama Gatto-Orso (māo xióng)!

 

E adesso tutti sintonizzati su canale 5, CCTV5, dovrebbero dare la partita dell'Italia. Telecronista d'eccezione Zhang Bin, il famosissimo Bruno Pizzul cinese.

 

di Andrea Bernardi

 

Andrea Bernardi, lecturer in Organisational Behaviour presso The University of Nottingham, China Campus, Ningbo.

 

 

La rubrica "Lettere dalla Cina" ospita gli interventi di giovani italiani che vivono e lavorano in Cina, offrendo spunti di vita quotidiana e riflessioni originali. Andrea Bernardi, Corrado Gotti Tedeschi, Elisa Ferrero e Gianluca Morgese.

 

 

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