Oroscopo obbligato nell'anno della Tigre

di Sara Cristaldi
In principio fu Chindia, Cina+India. Poi venne Chimerica, Cina+America, dai tempi di Bush Jr. e con più vigore e convinzione con Barack Obama. Ma, a dispetto dei giochi di parole, più o meno fortunati, il 2009 è stato l'anno della Cina a tutti gli effetti. Con la sua resistenza alla crisi economica e finanziaria globale, con la sua reattività al congelamento improvviso della domanda estera (esiziale per un campione dell'export come la Repubblica popolare), con l'acceleratore premuto sulla domanda interna (investimenti e consumi domestici). Risultato: la conferma della previsione di crescita dell'8% a fine anno, considerata inarrivabile da molti osservatori internazionali.
Ma il 2009, l'anno del sessantesimo anniversario della fondazione della Repubblica popolare celebrato con grande enfasi, sarà ricordato anche come l'anno dell'ingresso a pieno titolo della Cina sulla grande scena della politica internazionale. Se prima i signori di Pechino preferivano gestire i loro interessi agendo dietro le quinte, ora sono usciti allo scoperto. E la fermezza dimostrata al summit ambientale di Copenaghen non lascia dubbi al riguardo.
Il 2010 non sarà da meno. E c'è un appuntamento che sta molto a cuore all'Impero di mezzo: a maggio si inaugurerà l'Expo di Shanghai. Per la prima volta un padiglione degli Stati Uniti spunterà in un'Esposizione universale. Segno dei tempi.
Come anche l'orgoglio degli organizzatori: «Siamo la prima città del Terzo mondo a ospitare un'Expo». L'anno della Tigre dell'oroscopo cinese sarà celebrato alla grande.
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29/12/2009