Olimpiadi dell'economia

di Beniamino Quintieri
Secondo un'opinione largamente condivisa, la Cina, con buona probabilità, sarà in grado prima degli altri Paesi di superare le difficoltà legate alla complessa fase recessiva, e trascinare il recupero del resto del mondo. L'Expo di Shanghai 2010 sarà la prima opportunità concreta, dopo la crisi, per valorizzare le qualità del nostro tessuto produttivo, promuovere le imprese italiane e soprattutto rilanciare la nostra economia.
Nell'auspicabile prospettiva di un miglioramento della situazione generale per il 2010, l'Expo cinese offrirà un'opportunità di rilancio per gli scambi e una piattaforma utile per identificare soluzioni alla crisi e nuovi strumenti di cooperazione per la promozione dello sviluppo economico mondiale. Nel 2010 a Shanghai si potrà capire se il momento di recessione sarà effettivamente finito e quanto il mondo sarà cambiato o potrà ancora cambiare. Senza dimenticare che l'Esposizione del 2010 è l'opportunità concreta che l'Italia aspettava per una ulteriore e più profonda penetrazione nel mercato cinese.
In tale ottica, appare essenziale che i principali attori istituzionali e imprenditoriali contribuiscano alla definizione di un progetto adeguato all'importanza dell'evento. Ed è particolarmente significativo che tante aziende abbiano già manifestato una forte volontà di coinvolgimento attraverso interventi concreti a sostegno della realizzazione del padiglione italiano.
Il tema generale dell'Expo, "Better City, Better Life" appare proprio il vestito giusto da ricamare con l'ago delle nostre migliori competenze. Nella tradizione italiana, infatti, è stata proprio la dimensione culturale delle città a qualificare l'ambiente urbano garantendo al contempo uno sviluppo economico adeguato e una qualità della vita che ci viene riconosciuta e, spesso, invidiata in tutto il mondo.
Con l'avvio della ripresa economica, il mondo si confronterà con una fase nuova, in cui soprattutto la Cina avrà sempre più bisogno di radicare sul proprio territorio realtà industriali capaci di produrre per il proprio mercato, divenendo, nel tempo, motore principale dell'economia mondiale.
In questo processo, l'impresa italiana può avere un ruolo e uno spazio significativi; diventa però fondamentale cambiare l'approccio che il sistema Italia ha messo in atto con il mercato cinese. Sarà necessario garantire un maggiore radicamento e una migliore capacità di penetrazione, scommettendo sul progressivo sviluppo del mercato cinese e più in generale di quello asiatico. L'Expo può divenire la chiave di volta e la finestra per affacciarsi e capire il panorama produttivo cinese, costruendo relazioni solide e mettendo in campo concretamente il meglio delle nostre capacità.
Un percorso che proprio in questi giorni si sta avviando a Shanghai con l'apertura del cantiere del Padiglione nazionale. La "Città dell'Uomo", così si chiamerà alla prossima Expo la Casa Italia, disegnata dall'architetto Giampaolo Imbrighi, con uno spazio di 6mila metri quadrati dovrebbe avere una media di un milione di visitatori al mese, secondo le stime degli organizzatori cinesi.
All'interno del padiglione, che sarà un esempio della tradizione architettonica italiana e delle nostre più avanzate tecnologie eco-compatibili, esporremo le novità più interessanti del sistema produttivo nazionale nei settori relativi alla qualità dell'ambiente urbano: dai nuovi materiali da costruzione alla domotica, dai trasporti non inquinanti alla produzione di energia rinnovabile, dalle tendenze emergenti del design industriale alle potenziali applicazioni delle nanotecnologie, ed altro.
Nel padiglione, inoltre, racconteremo l'esperienza delle città italiane che si sono mantenute vitali attraverso i secoli e che hanno ripetutamente fronteggiato il duplice problema di conciliare il rinnovamento con la tutela dell'eredità storica, mantenendo uno stretto legame con il territorio extra-urbano.
Sono convinto che la collaborazione con le imprese porterà a ottimi risultati anche in vista dell'articolata serie di eventi che animeranno il padiglione. Mostreremo infatti come, nell'ottica italiana, la qualità della vita nelle città è garantita non soltanto dall'architettura, dalle infrastrutture e dai servizi, ma anche dalla vivacità della produzione culturale, volta a favorire la coesione tra i cittadini e la partecipazione alla vita della comunità.
In collaborazione con numerosi Ministeri, istituzioni pubbliche e Regioni, stiamo lavorando alla predisposizione di un ricchissimo programma di eventi che siano non solo in grado di soddisfare le attese di un pubblico vasto ed eterogeneo ma anche di esaltare le eccellenze che l'Italia ha da proporre nei diversi settori legati al tema dell'Expo.
Nel definire le attività che caratterizzeranno la presenza italiana nei sei mesi di manifestazione, stiamo pensando non soltanto al pubblico generico di visitatori, ma ci rivolgeremo anche a coloro che determinano le scelte urbanistiche, amministrative, economiche e sociali, oltre che ai protagonisti dell'attività industriale, accademica e scientifica.
Il nostro obiettivo è chiaro: partecipare con il massimo impegno e le migliori risorse per rappresentare l'eccellenza italiana e rafforzare le relazioni con la Cina in vista della ripresa economica. Del resto, è proprio nei momenti di crisi che occorre investire con coraggio e guardare oltre l'ostacolo.
*Commissario generale del Governo per l'Expo di Shanghai 2010
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23/04/2009