OCCHIO AL CONSUMATORE

Pechino, 16 mar. - Il 51% dei consumatori cinesi ritiene che l'attuale livello di inflazione sia "inaccettabile" e in molti sono convinti che il trend di crescita continuerà anche nel prossimo trimestre: questo il verdetto del sondaggio trimestrale a cura della Banca centrale, pubblicato all'indomani della Giornata Mondiale dei Diritti del Consumatore sul China Securities Journal. Ed è benzina sul fuoco. Un'altra inchiesta, apparsa il 12 marzo sul sito www.315ts.net, aveva già messo in allarme sul palese malcontento che aleggia tra le fila delle famiglie cinesi. Sulla base dei dati raccolti dalla China Electronic Chamber of Commerce (CECC) per la realizzazione del Blue Book on After-sales Service of Consumer Electronics,  nel corso del 2009 il numero dei reclami presentati in seguito all'acquisto di beni elettronici sono stati più di 223.000, ben due volte quelli registrati nel 2008. Oltre che vessato dal tasso di inflazione in forte crescita (nel mese di febbraio l'indice dei prezzi al consumo è balzato al 2,7%, rispetto all'1,5% di gennaio), il consumatore cinese sarebbe insoddisfatto della qualità dei prodotti acquistati (in cima all'elenco, si classificano cellulari, microcomputer, condizionatori e televisori) e frustrato dall'inefficienza con cui i rivenditori gestiscono le sue lamentele. Il China Daily riporta oggi le affermazioni di due funzionari governativi, intervenuti nei giorni scorsi a sostegno del popolo consumatore: "La diffusione del consumo di prodotti elettronici  accresce l'instabilità dei prodotti stessi; si pone la necessità di creare un organo competente per identificare le cause del malfunzionamento delle apparecchiature, nel caso in cui i commercianti venissero meno alle proprie responsabilità" ha affermato Liu Zhouhui, dell'Amministrazione Generale per la Supervisione della Qualità, del Controllo e della Quarantena; e ancora "disponiamo di prodotti elettronici moderni, ma non di un adeguato servizio di assistenza post vendita" ha dichiarato He Xiaolong, del Ministero dell'Industria e dell'Information Technology. Sulla necessità di sviluppare il servizio di assistenza post vendita, anche la China Association of Quality Promotion (CAPQ)  molto probabilmente avrebbe qualcosa da aggiungere. L'associazione è impegnata a partire dal mese di luglio 2009 in un'indagine per  valutare il successo del programma "Elettrodomestici nelle campagne"; si tratta di un progetto, lanciato dal governo per la prima volta nel 2007,  che prevedeva un sussidio governativo pari al 13% per l'acquisto di elettrodomestici di produzione nazionale, al fine di innalzare il livello di vita degli abitanti delle aree rurali. Secondo la CAPQ, però , sebbene a dicembre dello scorso anno risultassero venduti ben  37,7 milioni di elettrodomestici, proprio la scarsa qualità del servizio post vendita avrebbe seriamente danneggiato  l'efficacia del progetto. La China Consumers'Association per quest'anno ha coniato lo slogan "Il nostro denaro, i nostri diritti" e si è prodigata a lanciare numerose attività sotto l'ombrello "Consumo e Servizi". Tuttavia, la tutela dei diritti del consumatore risulta ancora assai complessa: con un inflazione al galoppo, i prezzi del mercato immobiliare alle stelle, un tasso di disoccupazione in crescita e un crescente divario tra fasce sociali e regioni geografiche gli interessi da difendere sono sempre più differenziati.