Nuovo boom del surplus cinese

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Il surplus commerciale cinese torna a viaggiare in alta quota. A ottobre, hanno comunicato ieri le Dogane di Pechino, le esportazioni hanno registrato un aumento del 23% su base annua, mentre l'import è salito del 25 per cento. Sebbene la crescita dell'export sia stata inferiore a quella dell'import, il saldo complessivo del commercio cinese a ottobre 2010 è stato pari a 27 miliardi di dollari. Si tratta di un avanzo commerciale in linea con le aspettative ma largamente superiore ai 17 miliardi di settembre.
Il balzo in avanti tuttavia sembra più legato a fattori di stagionalità (la lunga festa nazionale di inizio ottobre ha bloccato l'attività economica del paese per un'intera settimana) che a significativi cambiamenti di trend nei flussi del commercio estero. L'improvvisa accelerazione arriva in un momento inopportuno. Oggi e domani il tema centrale della riunione del G-20 di Seul sarà lo squilibrio dei flussi commerciali mondiali: con gli Stati Uniti che premono (vanamente, a quanto pare) per chiedere la fissazione di obiettivi di bilancia dei pagamenti, il dato annunciato ieri dalle Dogane cinesi potrebbe creare qualche imbarazzo a Pechino. Almeno a livello mediatico.
Per questo motivo, forse, ieri il ministero del Commercio cinese si è affrettato a precisare che a fine 2010 l'avanzo commerciale del paese si attesterà intorno a 180 miliardi di dollari, in netto calo rispetto ai 196 miliardi dell'anno precedente.
Il nodo del trade surplus, tuttavia, continuerà a turbare profondamente le relazioni tra la Cina e il resto del mondo. Per effetto delle misure di raffreddamento della congiuntura messe in atto negli ultimi mesi da Pechino (proprio ieri la People's Bank of China ha aumentato la riserva obbligatoria per le banche di 50 punti base), infatti, nei prossimi mesi la crescita delle importazioni del Dragone dovrebbe iniziare a ridursi progressivamente.
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11/11/2010