NUOVO AEROPORTO PER IL TIBET

NUOVO AEROPORTO PER IL TIBET

Pechino, 13 gen. - Il Tibet avrà presto un nuovo aeroporto da guinness: sorgerà 230 chilometri a nord della capitale Lhasa, nella prefettura di Nagchu, ad un'altitudine di 4.436 metri, 102 metri in più del vicino aeroporto di Bamda che detiene il primato mondiale dal 1994.  Secondo quanto dichiarato da Xu Jian, direttore della Commissione per lo Sviluppo e le Riforme della prefettura di Nagchu, all'agenzia di stato Xinhua i lavori per la realizzazione dello scalo aereo nel cuore della catena Himalayana "dovrebbero cominciare l'anno prossimo e concludersi nel giro di tre anni";  il valore degli investimenti previsti "raggiunge 1.8 miliardi di yuan" (circa 180 milioni di euro). "La strategia di Pechino è la creazione di una rete di trasporti solida e multimodale – riferisce un commissario governativo - in grado di rilanciare l'economia della prefettura di Nagchu , e non solo". Il nuovo aeroporto di Nagchu e i cinque già esistenti (per i quali si prevedono lavori di ristrutturazione e ampliamento per 800 milioni di yuan, circa 80 milioni di euro), insieme alla rete autostradale e alla velocissima linea ferroviaria "Tibet Express" che collega la capitale della provincia del Qinghai con Lhasa costituiranno infatti un sistema di trasporti integrati che mira a favorire una rinascita della regione. Sul medio termine, rafforzando il network delle infrastrutture di base, Pechino punta non solo ad agevolare gli scambi economici, ma anche ad integrare la regione tibetana accorciando le enormi distanze che contraddistinguono il Paese di Centro. Ma, ovviamente, non mancano le critiche: problemi di sostenibilità ambientale, timori per uno sfruttamento delle risorse del territorio ad esclusivo beneficio delle compagnie di servizi e  la solita strategia finalizzata al consolidamento del controllo politico centrale e alla "sinizzazione" della regione tibetana (da realizzare magari tramite l'invio di nuovi funzionari e squadre di tecnici e operai rigorosamente di etnia Han) sono solo alcuni dei punti sollevati da quanti si oppongono alla realizzazione dell'aeroporto sul tetto del mondo e alla rete di trasporti di cui dovrebbe essere il perno. Ma il progetto è pronto a partire e Xubo, direttore dell'ufficio dell'aviazione civile per il Tibet, rilancia:  "Il prossimo obbiettivo sarà l'apertura di collegamenti diretti internazionali dal Tibet agli altri Paesi dell'Asia meridionale".