NUOVE REGOLE PER IL WEB, ACQUISTI ONLINE PIU'SICURI

NUOVE REGOLE PER IL WEB, ACQUISTI ONLINE PIU'SICURI
Roma, 2 lug.- D'ora in poi commerciare on-line in Cina non sarà semplice, ma di certo sarà più sicuro.  Il governo cinese ha iniziato la sua campagna di trasparenza pubblicando un regolamento che obbliga tutti i negozianti del web a fornire i propri dati personali – incluso il nome e l'indirizzo – prima di poter avviare qualsiasi attività on-line. A ciò si aggiunge poi una lunga lista di restrizioni e di multe (nel caso di violazione della legge si può arrivare a pagare fino a 3000 euro) cui sono sottoposti i negozianti e gli agenti dell' e-commerce. Le nuove regole presentate giovedì dall'Amministrazione statale per l'industria e il commercio (SAIC) – organo regolatore del commercio – hanno già destato le preoccupazioni della maggior parte delle piattaforme di vendite on-line, prime fra tutte le influenti Taobao e Paipai che detengono il primato per il numero di transazioni. Secondo il nuovo regolamento, queste piattaforme dovranno pretendere la registrazione dell'identità e delle credenziali commerciali dei negozianti, garantire un sistema di transazioni sicure e proteggere i diritti legali dei clienti. Dovranno inoltre monitorare costantemente i siti al fine di bloccare la vendita di beni contraffatti.
Il timore di molti negozianti è che a tali regole seguirà poi una pesante tassazione. "Non è il regolamento in sé che mi preoccupa, ma le voci riguardo le tasse che ci verranno presto imposte" spiega Lin Nan, proprietario di un negozio online di indumenti. "I miei profitti dipendono dal fatto che gli stessi capi su internet hanno un costo inferiore rispetto a quello che viene loro imposto in un negozio. Se le autorità imporranno delle tasse, il vantaggio sparirà" continua Lin. "Se dovremo pagare delle imposte, saremo costretti ad addebitare le spese extra ai clienti aumentando il prezzo della merce" aggiunge Crystal He, commerciante di cosmetici di Shanghai. A preoccupare Lin Nan è anche il futuro dei giovani: "Un numero considerevole di giovani laureati che è impiegato nell'e-commerce perderà il proprio lavoro. Il governo dovrebbe riflettere su questa cosa".
Ma non tutti i commercianti sembrano preoccupati dalle nuove leggi. "Il regolamento non avrà alcun impatto sui miei affari" assicura Zhang Dan, impiegata in una compagnia di logistica di Shenzhen e proprietaria di un negozio di vestiti on-line. "Anzi, spero che le autorità rafforzino la loro supervisione sulle transazioni via internet e garantiscano punizioni esemplari per coloro che vendono merce contraffatta. Lo dico da cliente e da negoziante".
I timori dei commercianti non sembrano però essere completamente infondati: "Il governo si sta muovendo verso la costruzione di un mercato on-line solido e credibile" spiega Fang Yingzhi, analista del China e-Business Research Center, che aggiunge: "Nel regolamento non c'è alcun riferimento a una tassazione, ma è lecito immaginare che in futuro l'espansione del mercato on-line - che vale già 28 miliardi di euro e che continua a crescere del 105% - porterà il governo a imboccare quella strada".

 
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