Nuova legge fallimentare

Il National People's Congress ha promulgato lo scorso 27 agosto una nuova legge fallimentare. La nuova legge entrera' in vigore dal 1 giugno 2007, e disciplinera' sia imprese pubbliche sia private.

Queste, in sintesi, le principali innovazioni:

1. A differenza di quanto disposto dalla legge precedente, i creditori dotati di garanzie reali dovranno essere soddisfatti prima dei dipendenti licenziati a causa del fallimento. I creditori chirografari, invece, verranno soddisfatti con il ricavato del fallimento sottratti, nell'ordine: i) le spese della procedura; ii) i salari, contributi previdenziali, sanitari e i pagamenti dovuti ai dipendenti; iii) gli altri oneri sociali e i debiti tributari.
2. Il tribunale competente potra' nominare, quale curatore, anche studi legali, societa' di revisione, societa' specializzate in liquidazioni aziendali e gruppi di persone formati da funzionari di amministrazioni pubbliche.
3. Sara' introdotta una procedura di amministrazione controllata / ristrutturazione delle imprese in crisi, volta ad evitarne il fallimento.
4. Sara' conferito alle autorita' di vigilanza sugli intermediari finanziari il potere di chiedere il fallimento o l'amministrazione controllata, ed il potere di promuovere acquisizioni per il salvataggio di banche, assicurazioni, societa' di intermediazione immobiliare ecc..
5. Verra' riformata la disciplina dei reati fallimentari.

La nuova legge abroga quella del 1986. Oltre 20 anni di elaborazione sono stati necessari per giungere al nuovo testo. Si e' temuto a lungo che norme fallimentari rigide, di stampo privatistico, potessero indurre fallimenti a catena di societa' a partecipazione pubblica gia' in dissesto finanziario. Per questo, la nuova legge prevede misure di salvaguardia transitorie per oltre 2.000 societa' a partecipazione pubblica ("insolvency policy"). Tali societa' dovranno dichiarare il ricorso alle misure di salvaguardia prima della data di entrata in vigore della nuova legge.