Numero due PetroChina sotto inchiesta per corruzione

di Giovanna Tescione
 Twitter@GiTescione

 

 Roma, 17 mar. – E' finito sotto inchiesta per “serie violazioni  disciplinari” Liao Yongyuan, vice presidente di PetroChina, colosso  petrolifero di proprietà statale e maggiore produttore, insieme a  Sinopecm, di gas e petrolio della Cina. A renderlo noto la stessa  Commissione disciplinare, seguita da una conferma del colosso cinese,  che non ha però fornito ulteriori dettagli.

 La stessa accusa, che spesso indica reati di corruzione, è stata  rivolta ad altri membri esecutivi della compagnia e della sua capogruppo  China National Petroleum Corp (CNPC) per i quali non sono stati forniti  ulteriori dettagli. Intanto sono crollate dell'1.1% le azioni di  PetroChina questa mattina alla Borsa di Hong Kong, toccando la quota più  bassa dallo scorso 17 dicembre.

 Liao, per oltre trent'anni membro della CNPC e nominato vice presidente  di PetroChina lo scorso maggio, è il più alto funzionario del colosso energetico a finire sotto  inchiesta della Commissione Centrale per le Ispezioni disciplinari dal  settembre 2013, quando era stata la volta dell'ex presidente di entrambe  le compagnie, Jiang Jiemin, subito espulso dal partito e ora in attesa  di processo.

 La campagna anti-corruzione, lanciata ad agosto 2013 e considerata dal  presidente Xi Jinping una “minaccia alla sopravvivenza del Partito  comunista cinese”, ha già fatto decine di ‘vittime' tra gli alti  funzionari della PetroChina, CNPC e di altre compagnie statali. Secondo  quanto annunciato lo scorso mese dalla Commissione, nel mirino ci  sarebbero 26 compagnie statali. L'ultima, in ordine di tempo, è  l'inchiesta annunciata domenica scorsa dalla Commissione disciplinare  nei confronti del presidente del FAW Group, uno dei maggiori produttori  di auto della Cina.

 

17 marzo 2015

 

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