NUCLEARE, CINA E RUSSIA PRESSING SU IRAN

NUCLEARE, CINA E RUSSIA  PRESSING SU IRAN

Pechino, 16 giu.- Cina e Russia tornano ad esercitare pressioni sull'Iran affinché sblocchi lo stallo del dossier sul nucleare. In un raro incontro nel corso del summit regionale del cosiddetto gruppo di Shanghai  (Sco, una sorta di Nato dell'Asia Centrale fondata nel 2001 di cui fanno parte anche Kazakhstan che ha ospitato il meeting ad Astana, Turkmenistan, Tasjikistan e Uzbekistan), Hu Jintao e Dmitry Medvedev hanno incontrato separatamente mercoledì il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che si è visto recapitare però da entrambi lo stesso messaggio di riapertura del dialogo. In particolare, riferisce l'agenzia di stampa cinese Xinhua, la Cina ha esortato l'Iran a prendere parte ai Colloqui a sei sull'energia nucleare "compiendo così decisivi passi in avanti". Medvedev ha invece invitato Ahmadinjad ad adottare un atteggiamento più costruttivo nell'impasse nucleare garantendo la trasparenza per quanto riguarda i contatti dell'Iran con l'IAEA, ha riferito il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

 


"Il presidente - ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Saleh – ha ribadito ancora una volta il fatto che l'Iran è pronto a risolvere la questione nucleare attraverso il dialogo con le maggiori potenze". Dal canto suo, sempre al summit Ahmadinejad  si è scagliato contro le potenze occidentali denunciando un ordine mondiale scelto dai colonizzatori e gli schiavisti del passato. Poi rivolto alla al gruppo di Shanghai ha chiesto: "Abbiamo mai lanciato bombe contro cittadini indifesi? Abbiamo forse preso parte all'11 usandolo come pretesto per invadere Afghanistan e Iraq?"

 


Poi, sempre ad Astana, la Cina ha appoggiato la Russia contro il progetto statunitense di scudo antimissile, che potrebbe minacciare la sicurezza globale. Nella dichiarazione congiunta dei Sei si legge che "la costruzione di un sistema di difesa antimissile unilaterale da parte di un singolo Stato o da un ristretto gruppo di Nazioni potrebbe danneggiare la stabilità strategica e la sicurezza internazionale". Malgrado Washington affermi che il progetto sia destinato a proteggere l'Europa dalla minaccia di missili iraniani, per Mosca depotenzia l'effetto deterrenza del proprio arsenale nucleare alterando "l'equilibrio del terrore" con gli Usa.

 

 

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