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Pechino, 6 set.- La Cina scala la classifica degli investitori globali e nel girodi un anno passa dalla dodicesima alla quinta posizione: secondo i dati diffusiieri dal ministero del Commercio, nel 2009 Pechino ha investito all'estero 56.53miliardi di dollari, un aumento dell'1.1% rispetto ai 55.91 miliardi del 2008.L'attivismo cinese si pone in netta controtendenza rispetto al trend globale,che l'anno scorso ha visto gli investimentiin paesi stranieri scendere globalmente di quasi il 40% a causa della crisi. Lestatistiche sono state presentate nel corso di una conferenza stampapreparatoria ai lavori alla UNCTAD (United Nations Conference and TradeDevelopment), i cui lavori inizieranno a Xiamen martedì prossimo, e mostranocome l'anno scorso più di 13mila imprese cinesi abbiano diretto nuoviinvestimenti verso 177 paesi in tutto il mondo: la destinazione preferita restal'Asia (71.4% del totale), seguita da America Latina (13%), Unione europea(5.9%), Oceania (4.4%), Nord America (2.7%) e Africa (2.6%). La Cina aumenta la sua presenzatanto nelle economie sviluppate che in quelle emergenti; gli investimenti verso Stati Uniti e Unioneeuropea sono considerevolmente aumentati rispetto al 2008 (rispettivamente+360% e +107.2%), mentre quelli verso Russia e zona ASEAN crescono del 58.5% edel 125.7%. "Si tratta dell'ottavo anno consecutivo in cui assistiamo a unacrescita degli investimenti inuscita - ha detto il vicedirettore dell'ufficio stampa del ministero ShenDanyang - e oggi la Cinanon è solo il quinto investitore globale, ma anche il primo tra le economieemergenti. Ma a nostro avviso questo è solo l'inizio, e nei prossimi anni il tassodi crescita aumenterà a ritmi molto più veloci".

 

In effetti, finora, anche il 2010 sta mostrando buonirisultati: da gennaio a giugno, sempre secondo i dati ufficiali, gli investimenti finanziari all'esterohanno raggiunto quota 17.84 miliardi di dollari, registrando un aumento del43.9% anno su anno, e nel mese di luglio si è assistito all'aumento piùconsiderevole dell'anno per un totale di 8.91 miliardi di dollari. Sul frontedegli investimenti non finanziari,secondo il direttore dell'agenzia di promozione del ministero del Commercio LiuZhuozhang alla fine del 2010 la Cina avrà raggiunto facilmente i 60 miliardi di dollari intutto il mondo. Buoni anche i risultati degli investimenti dall'estero verso Pechino: mentre globalmente siassisteva al già citato calo del 40%, secondo i dati UNCTAD il Dragone perdevaun modesto 2.6%, confermandosi la seconda destinazione mondiale dopo gli StatiUniti. Ma non tutta la situazione induce all'ottimismo: se infatti il ministerodel Commercio lamenta un "crescente protezionismo verso gli investimenticinesi", lo stesso allarme era stato lanciato la scorsa settimana dalpresidente della Camera di Commercio dell'Unione europea in Cina Jacques deBoisesson, che aveva definito quella cinese "una delle economie più controllatedel mondo, tuttora".  Se è vero che l'Ueè ancora il primo partner commerciale della Cina, sono in molti a scommettereche gli investimenti da Pechinoverso Bruxelles continueranno ad aumentare: "Prevedo che l'Europa continuerà adessere una destinazione privilegiata per gli investimenti cinesi dei prossimi mesi - ha detto l'economista JinnyYan di Standard Chartered Shanghai - anche a causa della crisi del debito cheha colpito l'Eurozona".

 

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