NDRC: POSSIBILE AUMENTO DELL'INFLAZIONE A GIUGNO

NDRC: POSSIBILE AUMENTO DELL'INFLAZIONE A GIUGNO

Pechino, 22 giu.- La corsa dell'inflazione non si arresterà dopo il record di maggio: lo prevede la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme - il più importante organo di pianificazione economica del governo cinese - in un comunicato diffuso oggi sul suo sito.

 

Secondo la Commissione, l'indice dei prezzi al consumo di giugno supererà il +5.5 anno su anno riportato in maggio (questo articolo) - ai massimi livelli registrati negli ultimi 34 mesi -, per poi rallentare progressivamente nella seconda metà dell'anno.

 

"Le misure restrittive adottate dal governo per controllare l'inflazione stanno funzionando gradualmente - si legge nel comunicato - e i prezzi al consumo rimarranno sotto controllo nel corso dell'anno. Anche se nei prossimi mesi i prezzi potrebbero rimanere a un livello relativamente alto, la situazione generale rimane controllabile".

 

Il governo di Pechino, insomma, sembra mettere le mani avanti per ammonire i cittadini: l'ondata inflazionaria che negli ultimi mesi ha spinto i prezzi sempre più in alto non si esaurirà con il botto di maggio. I risultati immediatamente precedenti non si erano discostati di molto dal record del mese scorso; se è vero che ad aprile si era registrata una lieve flessione (+5.3%), l'ultimo aumento da guinness risale solamente a marzo, quando l'indice dei prezzi al consumo era cresciuto del 5.4% rispetto allo stesso mese del 2010. Tutti punteggi ben al di là del tetto del 4% entro il quale il governo punta a contenere l'inflazione per l'anno in corso.

 

La Commissione minimizza l'impatto sulla produzione agricola delle recenti inondazioni e della siccità dei mesi scorsi (questo articolo), sostenendo che le previsioni sul raccolto estivo e le ampie riserve statali di grano sono sufficienti a reagire: "La nostra nazione viene colpita ogni anno da disastri naturali - si legge nella nota - e come d'abitudine sono state interessate solo alcune zone del paese".

 

Che l'inflazione stia colpendo soprattutto i generi alimentari è confermato anche dal record nei prezzi della carne di maiale, che in Cina costituisce il 65% del consumo di carni (questo articolo). I dati pubblicati ieri dal ministero del Commercio mostravano come la scorsa settimana le carni suine abbiano registrato un aumento del 4.8%, dopo il +1.6% della settimana precedente. "I costi del maiale non raggiungeranno il record del 2007, l'offerta aumenterà nei prossimi mesi - sostiene ancora la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme - e gli aumenti di quest'anno sono dovuti esclusivamente a un paragone con i livelli relativamente bassi del 2010.

 

Molti economisti ritengono che a giugno o a luglio il livello dei prezzi aumenterà fino al 6%, per poi tornare a livelli più ragionevoli nel resto del 2010. Ma se l'inflazione "è una tigre", come l'ha definita il premier Wen Jiabao, finora non sembra intenzionata a staccare i suoi artigli dalla Cina.

 

di Antonio Talia

 

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