MOSCI: LA RICETTA DI UN MANAGER

MOSCI: LA RICETTA DI UN MANAGER

Pechino, 23 lug.- Ancora un ospite d'eccezione per gli incontri organizzati dalla sezione di Pechino di AlumniBocconi, l'associazione che riunisce gli ex studenti dell'università milanese: questa volta è il turno di Marcelo Mosci, presidente e CEO di General Electric Healthcare China, protagonista della serata intitolata "Approaching China: The Secret Recipe of a Global Manager" che si è tenuta lunedì scorso presso la sala auditorium dell'Istituto Italiano di Cultura. 52 anni, brasiliano di origini italiane, Mosci chiarisce subito che la sua non è una lezione e che non rivelerà chissà quale ricetta segreta per una carriera di successo: "Sono venuto qui con lo spirito di condividere una parte del  mio viaggio con voi. È un piacere, ma anche un dovere, perché ritengo che faccia parte del mio lavoro". Ma, alla fine della conferenza, una ricetta c'è e, sorpresa, è quella dei popcorn: "Immaginate di essere di nuovo bambini - dice Mosci - e di stare davanti alla tv con una ciotola piena di popcorn. All'inizio, probabilmente, pescherete a piene mani senza preoccuparvi troppo di quanto state mangiando, ma man mano che il livello nella ciotola si assottiglia, inizierete a centellinare, per gustare meglio quello che rimane. Ogni popcorn è un giorno: si calcola che ognuno di noi, in media, ne abbia a disposizione circa 252mila. Bene, tocca a voi stabilire cosa fare con ciascun popcorn, e il mio suggerimento è che ognuno di essi debba avere uno scopo". Mosci è un uomo dall'eloquio avvolgente, rotondo, e ben presto la metafora gli sta stretta:  "I primi vent'anni della nostra esistenza li impieghiamo per conquistarci un'istruzione; nel mio caso è stata una scelta dettata dagli eventi: avevo pochi mezzi, le università brasiliane sono molto selettive e io, dopo aver fallito il test a Ingegneria dei metalli, sono entrato alla facoltà di Ingegneria meccanica. Fortunatamente ho scoperto presto che il mio cammino era verso il settore vendite, perché sarei stato un pessimo ingegnere. Ma avevo un obiettivo fisso in testa: la mia famiglia non avrebbe dovuto soffrire la fame. Ecco, così come non si può partire per un viaggio senza conoscere una destinazione di massima, alla base di una carriera di successo c'è la ricerca di un obiettivo. Molta della gente presente in sala vive o vivrà in Cina: prendete esempio da questo paese. Questo popolo ha un obiettivo. Di sicuro, poi, il vostro obiettivo cambierà durante il percorso, ma è fondamentale sapere dove state andando. Dopo il periodo formativo, si passano altri vent'anni di lavoro durissimo per diventare dei professionisti, e molti trascorrono questo periodo di tempo senza sapere dove si stanno dirigendo. Hanno la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato, ma non hanno il potere di cambiare le cose, e allora trascorrono altri 20 anni lavorando a qualcosa che non amano, e si trovano poco prima dela pensione a pronunciare la frase 'Se solo avessi saputo allora quello che so adesso!'. Per me questa frase è il simbolo di una carriera fallita. Nel mio caso specifico, dopo aver raggiunto il traguardo di garantire la sopravvivenza alla mia famiglia, ho riflettuto se smettere o no, e me ne sono prefissato un altro, che consisteva non solo nell'assicurare dei guadagni agli azionisti della mia società, ma soprattutto nel  condividere la mia esperienza e nel crescere". Ma oltre alla direzione, il CEO di General Electric Healthcare China non perde mai di vista gli strumenti: "A un certo punto mi resi conto di essere completamente sprovvisto dei mezzi per capire la contabilità dell'azienda in cui lavoravo. Quindi, visto che era necessario, tornai a scuola. Non potete pensare di mettervi in viaggio e comprare tutto ciò che vi serve quando sarete a destinazione: fate una stima di ciò che non sapete, e subito dopo imparatelo, tenendo sempre a mente gli obiettivi finali. Infine, c'è la questione della vita privata: moltissima gente che conosco la perde completamente di vista e, quando si decide a riprenderne le fila è troppo tardi, e compromette anche la propria carriera. E non si avrà una seconda possibilità". Per il professor Paolo Epifani, docente di Economia della Globalizzazione e moderatore della serata, la General Electric Healthcare China è la società giusta nel posto giusto, per via dell'enorme sviluppo che avrà quest'industria in Cina, anche a causa della recente riforma sanitaria. Dalle parole del CEO  traspare la soddisfazione di condividere con la sua squadra progetti importanti, che servono a migliorare il livello sanitario di una nazione enorme. "Ho fatto moltissimi errori, ma sono arrivato a destinazione. Vi auguro di avere sempre in mente un obiettivo" conclude Mosci. E per il trasporto con cui parla, per via del suo entusiasmo tutto latino, viene quasi da sospettare che forse la ricetta segreta sia proprio quella dei popcorn che suggerisce.

di Antonio Talia