Moody's promuove l'economia cinese

Luca Vinciguerra
SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Il boom delle vendite di auto spinge la ripresa economica cinese. E anche le agenzie di rating prendono atto che, finalmente, la congiuntura è tornata in piena salute.
Ieri, Moody's ha alzato da stabile a positivo il suo outlook sul rating della Cina, fissato ormai da qualche anno a livello A1. Moody's è la prima agenzia internazionale di valutazione del credito a correggere al rialzo le proprie stime sulle prospettive dell'economia cinese. «Pechino ha avuto successo nel guidare la congiuntura attraverso le turbolenze della crisi finanziaria globale», ha detto l'analista di Moody's, Tom Byrne, per giustificare la decisione dell'agenzia di rating.
La chiave del successo è stato il varo tempestivo, lo scorso autunno non appena gli effetti della crisi mondiale hanno iniziato a propagarsi, di un maxi-piano di stimolo all'economia da 600 miliardi di dollari che si è tradotto principalmente nel varo di un gran numero di opere pubbliche. Nonostante questo enorme sforzo finanziario, sottolinea Moody's, «l'impatto sui conti pubblici cinesi è stato modesto e non ha scalfito la notevole forza finanziaria del paese».
Una forza finanziaria che si basa su due pilastri: un rapporto tra debito pubblico e Pil tra i più bassi del mondo e un tesoro valutario che ha raggiunto una consistenza senza precedenti nella storia (oggi le riserve cinesi sfiorano 2.300 miliardi di dollari). Questi due fattori, aggiunge Moody's, hanno consentito alla Cina «di restare isolata dalla crisi finanziaria globale e di ridurre a un livello trascurabile il rischio futuro di una crisi della bilancia dei pagamenti».
La robusta iniezione di fondi pubblici nelle vene del sistema economico, e la politica monetaria ultra-espansiva condotta dall'inizio del 2009 dalla People's Bank of China, sono riuscite anche a sostenere i consumi privati che durante l'anno sono continuati a lievitare a un tasso costante.
La prova più evidente di questo fenomeno è senza dubbio la crescita forsennata registrata dalle vendite di auto dall'inverno scorso in poi. L'ultimo dato è di ieri. A ottobre in Cina sono state vendute 946mila vetture passeggeri, con un aumento del 76% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Aggiungendo anche le nuove immatricolazioni di veicoli industriali e commerciali, a ottobre le vendite totali di veicoli sono state pari a 1,23 milioni di unità (+78%).
Guardando il mercato nel complesso, nei primi dieci mesi di quest'anno, ben 10,9 milioni di vetture hanno trovato un acquirente (+38%): su questa base, gli esperti stimano che in Cina a fine 2009 le vendite complessive di autoveicoli possano raggiungere il primato assoluto di 12 milioni di modelli.
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10/11/2009