MOGLIE DEL NOBEL DENUNCIA "ILLEGALI ARRESTI DOMICILIARI"

MOGLIE DEL NOBEL DENUNCIA "ILLEGALI ARRESTI DOMICILIARI"

Pechino, 13 ott. - La moglie del Nobel per la pace Liu Xiaobo denuncia "illegali arresti domiciliari". Liu Xia non puo' uscire di casa da venerdi' scorso, quando il comitato per i Nobel ha assegnato il premio per la pace al marito, dissidente condannato a 11 anni di reclusione per 'istigazione alla sovversione'. "Protesto con forza contro il governo per il mio arrersto illegale ai domiciliari", ha scritto Liu Xia in un messaggio su Twitter. Liu Xia doveva incontrare due diplomatici norvegesi: "volevano parlarmi, ma sono stati bloccati". L'ambasciata norvegese ha confermato il fatto.

 

Pechino 12 ott.- Il governo cinese ha annullato un incontro a Pechino con il ministro norvegese per la Pesca Lisbeth Berg-Hansen. Lo hanno riferito le autorità di Oslo. E' la seconda cancellazione in meno di 24 ore, in quella che appare una chiara presa di posizione cinese dopo l'assegnazione del premio Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo. Berg-Hansen avrebbe dovuto incontrare domani il viceministro cinese per il Controllo alimentare.

 

Pechino 12 ott.- L'assegnazione del premio Nobel per la pace ad un "condannato" come Liu Xiaobo e' "un attacco dei politici del mondo alla Cina". E' il commento del governo cinese. In una nota del portavoce del ministero degli Esteri si parla di "mancanza di rispetto nei confronti del sistema giudiziario cinese. E' un errore cercare di cambiare con un Nobel il sistema politico cinese", conclude la nota.

 

Pechino 12 ott.- Liu Xia, la moglie del Nobel per la Pace Liu Xiaobo, ha ringraziato la comunità internazionale per la solidarietà e il sostegno ricevuto da quando e' stato assegnato al marito il prestigioso premio. Lo ha riferito un diplomatico europeo della delegazione Ue a Pechino, Simon Sharpe, dopo un colloquio telefonico con Liu Xia. A Sharpe e' stato impedito di incontrare la moglie del Nobel per la consegna di un messaggio del presidente della Commissione Europea Jose' Manuel Barroso. Le autorita' hanno dichiarato che il messaggio avrebbe dovuto essere recapitato a Liu Xia in persona, ma la donna non può lasciare casa, non può essere raggiunta ne' si conoscono i suoi recapiti telefonici. Il diplomatico era accompagnato dai rappresentanti di dieci Paesi dell'Ue, tra cui l'Italia.  

 

Pechino 12 ott.- Gli Usa hanno chiesto alla Cina di togliere le restrizioni a Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo. Da quando è stato assegnato il premio al marito, la donna non può lasciare casa, non può essere raggiunta ne' si conoscono i suoi recapiti telefonici. "Siamo preoccupati dalle notizie secondo le quali Liu Xia è bloccata nella sua casa di Pechino", ha detto il portavoce dell'ambasciata americana a Pechino Richard Buangan. "Continuiamo a seguire la situazione da vicino. I suoi diritti dovrebbero essere rispettati e la donna dovrebbe potersi muovere senza fastidio", ha aggiunto. 

 

Oslo, 11 ott. - La Cina ha cancellato un incontro con il ministro norvegese della Pesca. E' una ritorsione per la decisione del comitato norvegese per i premi Nobel di dare quello per la pace al dissidente cinese Lio Xiaobo, ha spiegato il ministro degli Esteri di Oslo.

 

Pechino, 11 ott. - Il Dalai Lama critica l'irata reazione di Pechino per il Premio Nobel della Pace assegnato ai dissidente Liu Xiaobao. Parlando all'agenzia nipponica Kyodo News all'aeroporto Narita di Tokyo, il leader spirituale tibetano, insignito del Nobel nel 1989, ha detto che il governo di Pechino "non apprezza affatto le diversità di opinione"; e ha aggiunto che dar vita a una società aperta e trasparente è "l'unico modo per salvare tutte i popoli della Cina", ma che alcuni gerarchi nella leadership cinese sono legati "ad un vecchio modo di pensare". Il Dalai Lama ha fatto scalo all'aeroporto Narita, in arrivo da Mumbai, in India, mentre era in viaggio verso gli Stati Uniti.

 

Washington, 10 ott. - Il Nobel per la pace 2010, il dissidente cinese Liu Xiaobo, ha dedicato il premio ai "martiri di Tian'anmen". Lo riferisce un comunicato del gruppo per la difesa dei diritti umani Usa Freedom Now. 


Washington, 10 ott. - Liu Xia, moglie del neo Nobel per la Pace Liu Xiaobo, è agli arresti domiciliari nella sua casa di Pechino. La misura che le impedisce di vedere qualsiasi persona e di usare il telefono è stata adottata senza alcuna incriminazione formale. Ne ha dato notizia il gruppo Usa in difesa dei diritti umani Freedom Now. "Speriamo che i leader mondiali condannino immediatamente questo vergognoso atto del governo cinese, e chiedano la liberazione immediata ed incondizionata di Liu Xia". Yang ha confermato che la donna è riuscita a dire al marito del premio Nobel: Liu è scoppiato in lacrime apprendendo la notizia.

 

Jinzhou (Cina), 10 ott. - La moglie del Nobel per la Pace Liu Xiaobo, ha incontrato il marito, nel carcere dove questi è  detenuto, a Jinzhou, nella provincia nordorientale di Laoling. Secondo quanto riferisce l'Osservatorio per i diritti umani di Hong Kong, la donna avrebbe informato Liu del dell'assegnazione del premio. Poche ore prima aveva destato preoccupazione la scomparsa della donna, prelevata dalla polizia nel suo appartamento. Di lei gli avvocati di Liu non hanno saputo nulla per qualche tempo.

 

Jinzhou (Cina), 10 ott. - E' sparita nel nulla la moglie di Liu Xiaobo, il dissidente cinese premiato con il Nobel per la pace. La donna sarebbe stata presa in custodia dalla polizia la notte seguente al conferimento del premio al marito, che non sa ancora nulla di quanto deciso dal comitato di Oslo. "Non siamo riusciti a metterci in contatto con lei, non sappiamo dove sia", ha detto ai giornalisti Ding Xikui, avvocato di Liu Xiaobo, "siamo preoccupati, crediamo che la polizia l'abbia prelevata per condurla da Liu". Le strade che conducono alla prigione di Jinzhou, nella provincia nordorientale di Liaoning, sono sbarrate. Nel penitenziario Liu sconta la condanna a undici anni di carcere comminatagli per sovversivismo.

Oslo, 8 ott. - Il Nobel per la pace e' stato assegnato a Liu Xiaobo, il dissidente cinese in prigione per aver diffuso il documento Charta 08, in cui si chiedono riforme politiche, compresa la liberta' di riunione, di stampa e di religione. Nei giorni scorsi Pechino aveva ammonito il Comitato a non fare una scelta del genere, ne' per Liu ne' per altri dissidenti o fautori dell'ingresso della democrazia in Cina.

Liu Xiaobo è stato condannato a 11 anni di carcere il 25 dicembre scorso per "incitamento a sovvertire il potere dello stato". I suoi avvocati, afferma Amnesty, hanno avuto soltanto 20 minuti di tempo per presentare la loro arringa, in un processo che e' durato meno di tre ore.

 

CHARTA 08. "Charta 08" è un documento politico uscito il 10 dicembre 2008 in occasione del Sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo e a ridosso del ventesimo anniversario della strage di Piazza Tian An Men, che ricorreva nel giugno 2009. Ispirata a Charta 07, manifesto del dissenso dei militanti cecoslovacchi, rappresenta la più diretta iniziativa dei dissidenti cinesi negli ultimi anni: Liu Xiaobo e gli altri dissidenti definiscono "disastroso" l'approccio del governo cinese alla modernizzazione e, oltre a una revisione di concetti come libertà di associazione o di parola - formalmente già garantiti dall'attuale costituzione di Pechino - avanzano una serie di richieste che, di fatto, minano la base dello Stato cinese così come lo conosciamo. Tra i punti inaccettabili per il Partito Comunista Cinese elencati dalla "nuova costituzione" proposta da "Charta 08" ci sono ad esempio una effettiva separazione dei poteri; l'introduzione di libere elezioni che andrebbero a sostituire la nomina dall'alto dei funzionari politici di ogni livello; la fine dei monopoli economici detenuti dallo stato e una effettiva tutela della proprietà privata (in Cina la terra è tuttora proprietà dello Stato); la responsabilità dell'esercito verso il popolo, e non più, come sancito formalmente oggi, verso il Partito Comunista Cinese; la creazione di una commissione imparziale per la riabilitazione di tutti i dissidenti epurati nel corso degli anni; l'introduzione di una forma di stato federalista che lasci ampi margini di autonomia alle province cinesi abitate da minoranze etniche come gli uiguri e i tibetani. Il manifesto è stato inizialmente firmato da 303 dissidenti di varia estrazione, tra cui ad esempio Bao Tong (ex alto dirigente del Partito che nell'89 si schiero' a favore dei manifestanti di Tian an Men, e oggi è agli arresti domiciliari); nonostante l'immediato blocco della circolazione del documento da parte delle autorità, i dissidenti sono riusciti a farlo circolare clandestinamente, soprattutto per via telematica, e hanno ottenuto decine di migliaia di firme. Liu Xiaobo, l'animatore di "Charta 08", è stato condannato a 11 anni di reclusione per "propaganda e istigazione controrivoluzionarie", e l'appello alla sentenza è stato rigettato nel febbraio scorso. Il manifesto "Charta 08" non è mai stato nominato direttamente negli atti del processo né in alcun atto ufficiale. Secondo uno dei più importanti giuristi cinesi legati al Partito Comunista, Gao Mingxuan, presidente della sezione cinese Associazione Internazionale di Diritto Penale, il verdetto è completamente in linea con le leggi cinesi: "Secondo la costituzione cinese il diritto di espressione dei cittadini non deve violare gli interessi dello stato, della società, dello stato e della collettività.  Liu ha pubblicato articoli e scritti che hanno travalicato i confini della libertà d'espressione. Ha diffuso false voci sul governo e coinvolto altre persone in attività che miravano a sovvertire il governo cinese. ". Curiosamente, tra i paesi citati da Gao a sostegno della sua tesi le cui norme vietano "la sovversione del governo" e "l'istigazione all'odio razziale", insieme a Germania e Svezia c'è anche l'Italia, in quello che probabilmente viene inteso come un parallelismo tra la stesura di "Charta 08" e le nostre norme che vietano la rcostituzione del partito fascista.

 

Pechino, 8 ott. - La signora Liu Xia e' "orgogliosa"
dell'assegnazione del premio Nobel per la pace al marito, il dissidente cinese  Liu Xiaobo. E' il commento ripostato da "Mingbao", autorevole quotidiano di Hong Kong. La condizione di totale isolamento in carcere ha impedito ai familiari di Xiaobo di comunicargli il conferimento del prestigioso premio
Nobel. La moglie domani stessa si incontrera' con il marito per comunicargli la notizia. "Questo premio e' un riconoscimento per il lavoro svolto da mio marito per l'affermazione dei diritti umani nel nostro Paese", ha detto la donna.

E il social network si mette rapidamente in funzione dimostrando ancora una volta l'anima autarchica del web cinese. Da twitter arriva la notizia che poco dopo l'annuncio da parte della BBC del conferimento del premio al dissidente cinese, mentre Pechino blinda la moglie del Nobel. "La polizia e' a casa di Liu Xia e le impedisce di rilasciare interviste", ha riferito il fratello della donna secondo quanto riporta il Centro per i diritti umani e la democrazia che ha base a Hong Kong. 
Nel frattempo nel Paese e' black out mediatico: la trasmissione in diretta sulla BBC sulla cerimonia di conferimento del premio e' stata interrotta in Cina con straordinario tempismo.

 

Roma, 8 ott. - Pechino aveva previsto l'assegnazione del premio al dissidente Liu Xiaobo. Lo afferma Boxun, il  quotidiano fondato da un editore cinese emigrato negli Stati Uniti, punto di riferimento per i giovani cinesi e intellettuali residenti all'estero. Dai quattro principali quotidiani cinesi online - Sohu, Sina, 163 (Wangyi), Tongxun - sono state immediatamente rimosse,invece, tutte le notizie relative alla cerimonia di conferimento del Nobel.

 

Pechino, 08 ott.  - La controversa Charta 08 ha ricevuto l'adesione di circa 300 intellettuali cinesi oltre 8mila comuni cittadini cinesi. Una coppia cinese di Harbin, Zhao Jinzhou e Chen Huijuan, tra i primi a sottoscrivere la Carta 08, hanno dichiarato al quotidiano Boxun portavoce della diaspora cinese negli Stati Uniti: "Questo premio è una punta di orgoglio per tutti i cinesi che intendono perseguire condizioni di maggiori libertà individuale e che nutrono la speranza che presto in Cina si affermi la democrazia".

 

Pechino, 8 ott. - La Cina ha definito l'assegnazione del Nobel per la pace al dissidente Liu Xiabao "un'oscenita'" che va contro i principi di questo premio e ha avvertito che avra' ripercussioni sulle relazioni con la Norvegia.
Il Nobel per la pace", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Pechino, "dovrebbe andare a chi lavora per promuovere l'armonia etnica, l'amicizia internazionale e il disarmo e a chi partecipa a riunioni di pace, questo era l'intendimento di Alfred Nobel". Nel comunicato del portavoce Ma Zhaoxu si ricorda che Liu Xiabao "e' stato condannato per la violazione delle leggi cinesi dagli organi giudiziari della Cina".  

 

Pechino, 8 ott. - Black-out sul web cinese per la assegnazione del Nobel per la Pace 2010. Immettendo su Baidu - il piu' famoso motore di ricerca cinese - i criteri "Liu Xiaobo", "premio Nobel" , "8 ottobre 2010" compare un messaggio che ammonisce: "i risultati della ricerca potrebbero non essere conformi alle leggi, al regolamento e alle politiche, non verranno visualizzati".

 

Paris, 8 ott. - L'Ue e i governi europei hanno chiesto alla Cina di liberare Liu Xiaobo dopo l'assegnazione del premio Nobel per la pace al 54enne dissidente cinese. Il presidente della Commissione Europea, Jose' Manuel Barroso, ha detto che il premio serve come un incoraggiamento per gli attivisti pro-democrazia. "La decisione incarna la difesa dei diritti umani in ogni parte del mondo", ha commentato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. Anche la Germania ha chiesto alla Cina di "liberare" Liu e "consentirgli di ritirare il premio di persona". Il primo ministro norvegese, Jens Stoltenberg, si e' congratulato con Liu Xiaobo "per il lavoro di promozione della democrazia e dei diritti umani". Per Amnesty International Liu e' il "degno vincitore".

 

New Delhi, 8 ott. - Il Dalai Lama ha chiesto alla Cina di liberare Liu Xiaobo, dopo l'assegnazione del Nobel per la pace al dissidente cinese. In un comunicato sun twitter, il leader spirituale tibetano in esilio in India, ha commentato che il premio e' "il riconoscimento della comunita' internazionale delle sempre piu' crescenti voci tra il popolo cinese che chiedono con forza riforme costituzionali, politiche e di giustizia". Il Dalai Lama, premiato con il Nobel per la pace nel 1989, ha anche esortato il governo di Pechino a liberare "gli altri imprigionati per aver esercitato la loro liberta' di espressione".

 

Roma, 8 ott. - Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il Nobel per la Pace a Liu Xiaobo e' un premio a quanti nel mondo "lottano per la liberta' e i diritti della persona". "L'assegnazione, in maniera, come noto, del tutto indipendente, del Premio Nobel al dissidente cinese Liu Xiaobo incarna il riconoscimento internazionale per tutti coloro che, a prescindere dalla nazionalita' di appartenenza, lottano per la liberta' ed i diritti della persona", ha commentato il titolare della Farnesina, "sono valori alla base della costruzione europea e che l'Europa deve continuare a sostenere ovunque nel mondo, senza eccezioni, sono il nostro Dna". "In Italia - ha aggiunto Frattini - la maggioranza e l'opposizione responsabile devono essere uniti nel considerare, come ha indicato l'On. Fassino, il rispetto dei diritti e delle liberta' fondamentali una priorita' condivisa che non puo' essere in nessun modo subordinata a ragioni politiche, ideologiche o religiose".

 

Washington, 8 ott. - Barack Obama ha salutato con favore il Nobel per la Pace a Liu Xiaobo e ha chiesto a Pechino di liberare il dissidente cinese il prima possibile. "Negli ultimi 30 anni", ha ricordato il presidente americano e premio Nobel 2009, "la Cina ha compiuto straordinari progressi nelle riforme economiche e nel miglioramento della vita dei suoi cittadini togliendo milioni di persone dalla poverta'". "Ma questo premio", ha aggiunto Obama, "ci ricorda che le riforme politiche non sono andate di pari passo e che i diritti umani fondamentali di ogni uomo, donna e bambino devono essere rispettati".

 

Pechino, 8 ott. - Almeno una ventina di dissidenti, che festeggiavano il Nobel per la Pace a Liu Xiabao, sono stati arrestati a Pechino. Secondo quanto riferito dall'avvocato a tutela dei diritti umani, Teng Biao, gli arresti sono avvenuti dopo le cinque del pomeriggio (ora locale, quando in Cina si e' venuta a sapere la decisione di Oslo) in diverse zone della capitale cinese e piccoli gruppi di attivisti si disponevano a riunirsi in bar e ristoranti per celebrare la concessione del Nobel a Liu. "Si stavano preparando per celebrare il Nobel e volevano incontrarsi in diversi punti della citta'", ha dichiarato l'avvocato raggiunto telefonicamente. 
Nel pomeriggio ora locale il ministero degli Esteri cinese ha anche convocato per consultazioni l'ambasciatore norvegese a Pechino, Svein Ole Saether.

 

 

Liu Xiaobo e' cristiano e gia' questo ne fece dai primi anni della sua educazione un pesce fuor d'acqua nella Cina degli anni '60, dominata dal dogma del partito. Nato a Changchun, nella provincia di Jilin, nel 1955, si laureo' nel 1982 in letteratura presso l'Universita' di Jilin e nel 1986, dopo la laurea magistrale a Pechino, ottenne il dottorato all'Universita' la Normale di Pechino per poi lavorare per la Columbia University, l'Universita' di Oslo, l'Universita' delle Hawaii e altre ancora. Quando nel 1989 i carri armati del governo cinese marciavano su Piazza Tienanmen, Liu Xiaobo era tra i manifestanti e aveva partecipato agli scioperi della fame attuati dagli studenti. In quella occasione fu arrestato la prima volta con l'accusa di "tentativo controrivoluzionario". Nel 1991 fu condannato per "propaganda ed istigazione controrivoluzionarie", senza finire in carcere. Nel 1996, a causa delle sue critiche al Partito comunista cinese, fu condannato a tre anni in un "campo di rieducazione" per "disturbi alla quiete pubblica". L'attivismo di Liu ha ricevuto molti consensi all'estero e nel 2004 e' stato premiato da Reporter Senza Frontiere con il premio "Fondation de France" per il suo costante impegno nella difesa della liberta' di stampa.

 

E' in carcere dall'8 dicembre 2008 per aver contribuito a diffondere l'appello di 'Charta 08', un documento firmato da oltre 200 cittadini cinesi in cui si chiede al governo di Pechino di rispettare i diritti umani, attuare riforme politiche e garantire l'indipendenza del potere giudiziario. Liu invoca un lento, ma progressivo cambiamento che deve condurre il gigante asiatico verso la democrazia. Per questo la sentenza con cui e' stato condannato lo accusa di aver "superato i limiti della liberta' d'espressione consentita" e a nulla sono valse le argomentazioni della difesa che ha sottolineato le sue intenzioni assolutamente pacifiche.

 

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