Moderatamente prospera, socialista e aperta al mercato. La Cina secondo Xi



di Eugenio Buzzetti e Alessandra Spalletta

 

È durato tre ore e mezza, l'attesissimo discorso pronunciato da Xi Jinping in apertura del diciannovesimo Congresso del PCC (che si concluderà il 24 ottobre), in cui sono state delineate le linee guida per i prossimi cinque anni. Il presidente, nella veste di segretario generale del Pcc, ha svelato la sua visione sulla Cina, tracciando i punti nevralgici che spingeranno il Paese verso una "nuova era": dovrà diventare "un grande, moderno Paese socialista" entro la metà del ventunesimo secolo, ha detto Xi nella Grande Sala del Popolo, in piazza Tian'anmen.

Ma per raggiungere questo obiettivo, Pechino dovrà andare incontro a "sfide impegnative" per il suo modello di sviluppo. Xi ha riaffermato la guida del Partito, ha rafforzato la campagna anti-corruzione, rivolgendosi ai 2280 delegati del Partito Comunista Cinese giunti a Pechino da tutte le provincie della Cina per partecipare al più importante appuntamento politico cinese, dal quale è ampiamente attesa la sua riconferma al vertice del partito e dello Stato.

Presenti i suoi due predecessori: gli ex presidenti e segretari generali, Hu Jintao e Jiang Zemin. Entro il 2050, ha dichiarato Xi alla platea della Grande Sala del Popolo, in piazza Tian'anmen, a Pechino, la Cina deve diventare "un grande, moderno Paese socialista" con una "decisiva vittoria" nella costruzione di un'economia moderatamente prospera "sotto tutti gli aspetti", e che porterà "in una nuova era" il socialismo con caratteristiche cinesi - il principio guida del partito e dello Stato.

Ecco i punti più importanti del suo discorso. CONTINUA A LEGEGRE SU AGI

 

18 OTTOBRE 2017

 

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