Milano riceve il testimone e cerca un nuovo format

L'Expo di Shanghai passerà alla storia per i numeri da record, per la straordinaria immagine che ha regalato a chi lo ha visitato, per la capacità di rispondere alla domanda che stava alla base del suo programma. Il titolo della Esposizione era: "Better city, better Life", ma la sostanza ha puntato soprattutto sul coinvolgimento del pubblico cinese. Si è data l'opportunità a milioni di persone di conoscere un mondo con il quale fino a quel momento non erano venuti in contatto, in nessuna forma. I numeri dicono che questo obiettivo, di straordinaria importanza per un paese come la Cina, è stato raggiunto. Gli stessi numeri dicono che il Padiglione italiano è stato tra i più visitati delle meravigliose strutture costruite per la realizzazione dell'Expo 2010.
Il successo della manifestazione cinese, per questi due motivi soprattutto, incoraggia chi, come Milano, si appresta a ricevere il testimone, dopo un evento così riuscito. Per chi, come noi, ha avuto l'opportunità di visitare Shanghai e di parlare con i suoi organizzatori, molte sono le lezioni da trarre. Organizzative, innanzitutto, ma anche culturali. Milano si appresta a costruire un'Esposizione internazionale di tutt'altro tipo rispetto a quella che abbiamo vissuto. Perché è diverso il tema (il nostro è: "Nutrire il pianeta, Energia per la vita"). Perché, soprattutto, è differente la mission. Il tema, per noi, è vincolante anche dal punto di vista filosofico prima ancora che dal punto di vista semantico. Chi verrà a visitare il nostro sito avrà l'opportunità di immergersi fisicamente nella realizzazione del tema. Il perché è semplice da spiegare: a Milano ogni paese partecipante all'Expo dovrà portare il proprio sapere legato alla nutrizione del pianeta. Questo mette in gioco tecnologie, capacità di innovazione, metodologie industriali, culture di diversa estrazione.
Naturalmente, quando si parla di nutrizione e alimentazione, si toccano più aspetti: da quello della fame nel mondo, a quello della cultura e del modo di vivere. Per questo noi organizzatori dell'Expo 2015 stiamo affrontando il tema da più punti di vista. L'obiettivo è quello di dar vita a un'Esposizione universale che segni un punto di svolta rispetto al passato, senza tradire lo spirito innovativo che queste manifestazioni hanno avuto negli anni passati. Noi pensiamo a un'Expo innovativa, imperniata su un sistema agroindustriale che sia capace di presentarsi all'appuntamento del 2015 con risposte certe per quella data. Lo sforzo che chiediamo a tutti i nostri interlocutori è proprio questo: di aiutarci, in questo percorso di cinque anni, a capire quali saranno le risposte da dare al problema dell'alimentazione del pianeta nell'immediato futuro.
Expo non sarà soltanto scienza e tecnologia. I sei mesi di apertura saranno costellati di eventi, spettacoli, concerti di altissimo livello che coinvolgeranno tutta la città. La Scala si appresta a organizzare un cartellone eccezionale, con un programma quotidiano di appuntamenti. Per i 20 milioni di visitatori che ci aspettiamo sarà un'opportunità unica, perché metterà in moto l'intero sistema culturale della città. L'Esposizione darà anche una risposta concreta allo sviluppo turistico nazionale. Milano, in questi anni, è stata una delle poche città in Europa a registrare un continuo aumento di visitatori, in controtendenza rispetto al resto del mercato. La scommessa di Expo è anche quella di convincere le persone a visitare Milano non solo per il Cenacolo, il Duomo e la Scala, ma anche per la straordinaria esperienza che potranno vivere visitando il nostro sito espositivo.
Non solo: stiamo già pensando al post-Expo. La nostra ambizione si spinge a lasciare a Milano e al paese un'eredità significativa. Un parco bioclimatico che non ha eguali in Europa, un Centro di sviluppo sostenibile che darà un impulso straordinario alla ricerca scientifica sui temi dell'alimentazione. Ma anche un'area verde, al centro di un sistema altamente infrastrutturato che riporterà Milano al centro degli scambi economici, turistici e culturali dell'Europa. Sul sito di Expo sorgerà il polo delle tecnologie e dei media, che ruoterà intorno alla nuova sede della Rai: un altro lascito importante per la città.
La posta in gioco è rilevante anche per le ricadute economiche: l'università Bocconi stima che per ogni euro speso ne rientreranno due. Milano, quindi, si appresta a giocare una partita di straordinaria importanza per il suo futuro. Dipende da noi coglierne fin d'ora l'importanza.
Giuseppe Sala è amministratore delegato di Expo 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA di Giuseppe Sala

17/10/2010