MERCATO DEL LAVORO ANCORATO ALLA DOMANDA

MERCATO DEL LAVORO  ANCORATO ALLA DOMANDA

Pechino, 05 ott. - Le fabbriche cinesi accusano un calo della manodopera per far fronte agli ordini di dicembre, in vista delle festività natalizie in Europa e Stati Uniti. Secondo molti osservatori ed analisti, però, la situazione - lungi dall'annunciare una robusta ripresa delle esportazioni - denota semplicemente un pessimo tempismo nell'allineamento tra domanda e offerta. Gli ordini dei retailer stranieri, che in condizioni normali venivano piazzati già intorno a luglio, sono stati ritardati fino a settembre a causa dell'incertezza dell'economia globale, costringendo adesso il manifatturiero cinese a una corsa contro il tempo. Secondo le statistiche ufficiali gli operai rimasti disoccupati a causa della crisi globale e del calo delle esportazioni sarebbero 16.5 milioni, ma i dati forniti qualche settimana fa dalla Chinese Academy of Social Science - influente think tank governativo - mostravano invece che gli immigrati interni tuttora alla ricerca di un'occupazione sarebbero almeno 23 milioni. Di questi, una percentuale rilevante avrebbe scelto di rientrare nelle campagne o nelle province povere da cui provenivano a causa delle politiche preferenziali varate dal governo centrale, causando l'attuale emorragia di manodopera. A Wenzhou, nella provincia meridionale dello Zhejiang, uno dei polmoni del manifatturiero cinese, molte fabbriche stanno offrendo agli operai pasti extra, dormitori dotati di aria condizionata e vacanze supplementari. "Al momento mancano circa 150 mila lavoratori - ha dichiarato Wang Ouxiang, segretario del centro di collocamento di Wenzhou - ma questa mancanza di manodopera non significa necessariamente una ripresa veloce nel settore delle esportazioni. Gli ordini potrebbero ancora diminuire". Che cosa succederà una volta esauriti gli ordini natalizi? I primi mesi del 2010 potrebbero essere decisivi.