Meno peso ai bond a favore delle azioni

«Dopo due anni come 2008 e 2009, in cui si sono succeduti eventi assolutamente straordinari – dal fallimento di Lehman Brothers alle manovre eccezionali di quantitive easing intraprese dalle banche Centrali di tutto il mondo – il 2010 appare molto incerto, un anno in cui le tendenze potrebbero cambiare più frequentemente di quanto osservato nel corso dell'ultimo decennio». Deriva da questa premessa la preferenza di Alberto Bossini, portfolio manager di Farad Investment Advisor, per «un'allocazione di portafoglio altamente dinamica, suscettibile di modifiche sostanziali anche nel breve periodo, in funzione di eventuali repentini cambiamenti di situazione, rispetto a un posizionamento statico con validità di medio-lungo termine».
Fatta questa precisazione, Bossini spiega che vi sono «varie motivazioni che suggeriscono di sottopesare in questo momento il comparto obbligazionario e quello monetario a favore di quello azionario. Innanzitutto, la remunerazione decisamente limitata offerta dalle prime due classi di attività: prossima allo zero per il monetario, e molto bassa per i bond, che in numerosi casi offrono un tasso di rendimento inferiore al dividend yield offerto dal titolo azionario emesso dalla stessa società». «Un ulteriore fattore favorevole all'investimento azionario – prosegue Bossini – è poi rappresentato dalle operazioni di fusione e acquisizione, che tipicamente trovano terreno fertile nei periodi di contrazione economica».
Le Borse più promettenti sono per Bossini la giapponese, «che presenta rapporti fondamentali a livelli storicamente bassi e attese di forte crescita degli utili nel corso del 2010, potendo per altro beneficiare del continuo sviluppo dei legami economici con le nazioni vicine», nonché le Borse dei paesi emergenti, «per il ruolo di "locomotiva" dell'economia mondiale che sembra abbiano assunto in questa fase del ciclo».
A quest'ultimo proposito, Bassini consiglia di «stare attenti alla Cina, che, pur essendo uno dei motori trainanti dell'economia globale, presenta attualmente incognite tali da suggerirne un sottopeso in portafoglio. Tra queste, l'imponente insieme di manovre varate dal governo e dalla Banca Centrale, che, inondando il Paese di liquidità, hanno innescato una potenziale bolla immobiliare, il cui scoppio potrebbe avere conseguenze negative sui mercati».
In termini settoriali, le preferenze di Bossini si orientano soprattutto sui titoli tecnologici, «che potranno beneficiare nel corso dei prossimi mesi di un recupero degli investimenti da parte delle società private, nonché della stabilizzazione dei consumi» e sui titoli delle società operanti nel comparto dei consumi, «in specie quelle il cui fatturato è generato in larga parte nei Paesi emergenti».
Bossini consiglia invece di sottopesare utilities e telecom, «per il carattere difensivo di questi comparti, che li rende maggiormente appetibili in un contesto di maggior avversione al rischio». Con riguardo alla quota obbligazionaria di portafoglio, Bossini suggerisce «un largo sovrappeso sui bond emessi dai Paesi dell'area euro a elevato merito creditizio, e sui titoli di Stato italiani, in virtù dell'extra rendimento offerto rispetto ai Bund tedeschi».

20/03/2010