MARZO, INFLAZIONE DA RECORD, MAI COSI' IN 32 MESI

MARZO, INFLAZIONE DA RECORD, MAI COSI' IN 32 MESI

Pechino, 15 apr.- Le indiscrezioni filtrate negli ultimi giorni su alcuni media cinesi lo avevano anticipato, ma oggi è giunta la conferma ufficiale: in Cina, a marzo, l'inflazione ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 32 mesi. Secondo i dati pubblicati oggi dall'Ufficio Nazionale di Statistica, il mese scorso l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento del 5.4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un ulteriore aumento rispetto al +4.9% di gennaio e febbraio, e ben al di là del tetto del 4% entro il quale il governo intende contenere l'inflazione per il 2011.

 

E mentre l'inflazione cresce, l'economia subisce un lievissimo rallentamento: i dati ufficiali indicano che a marzo il PIL è aumentato del 9.7% contro la crescita del 9.8% alla quale si era assistito nel mese di febbraio. I segnali che l'inflazione non avrebbe arrestato la sua corsa - nonostante le molteplici misure messe in campo dal governo - erano numerosi. L'agenzia di stato Xinhua - che dopo i vertici del Consiglio di Stato riporta normalmente solo brevi comunicati - ha pubblicato ieri ampi stralci del discorso del premier Wen Jiabao di mercoledì. Una mossa senza precedenti, anche considerati i toni irrituali del primo ministro.

 

Nel suo discorso Wen ha tracciato un quadro fosco delle nuove sfide economiche che la Cina deve affrontare, costretta com'è a cercare il giusto equilibrio tra una crescita che non può rallentare e una fiammata dei prezzi da evitare con ogni mezzo. "La credibilità del governo potrebbe scomparire" ha detto Wen, se Pechino non riuscirà ad applicare con successo tutte le politiche necessarie a controllare i prezzi.

 

"L'economia mondiale non è finora riuscita a rientrare sui binari di una crescita normale - ha detto ancora il premier - mentre sono emerse nuove variabili come le rivolte in Nord Africa e Medio Oriente e il terremoto in Giappone. In Cina, il costo della vita continua a salire, le aspettative dei cittadini sulla pressione inflazionaria sono aumentate e i prezzi delle case continuano ad aumentare nella maggior parte della città, mentre le vendite di immobili diminuiscono. Dobbiamo fare qualsiasi cosa per arrestare l'inflazione, e questa rimane la nostra priorità per quest'anno".

 

Il primo ministro ha definito "abbastanza ampia" la liquidità del sistema bancario, e ha ricordato che le immense riserve in valuta estera detenute da Pechino contribuiscono ad ampliare la base monetaria della nazione (questo articolo). "Rimuoveremo la base monetaria dell'inflazione attraverso operazioni di mercato aperto e impiegando strumenti come gli aumenti dei tassi d'interesse e dei requisiti di riserva obbligatoria delle banche, nonché un miglioramento del meccanismo con sui si forma il tasso di cambio dello yuan" ha detto ancora il primo ministro.

 

Nelle parole di Wen, insomma, la situazione sembra ancora ferma alla fine dello scorso anno, malgrado le lievi aperture che trapelano dal discorso sul fronte dell'apprezzamento dello yuan. Nel biennio 2009-2010 le banche cinesi - su impulso del governo - hanno immesso nel sistema nuovi prestiti per 17500 miliardi di yuan (circa 1850 miliardi di euro al cambio attuale) per combattere gli effetti della crisi globale. Adesso, però, la Cina si trova a fare i conti con i rischi di un surriscaldamento dell'economia, mentre i prezzi di alimentari e immobili continuano a salire. Dall'ottobre scorso ad oggi la Banca centrale di Pechino ha aumentato quattro volte i tassi d'interesse e ha innalzato sei volte i requisiti di riserva obbligatoria delle banche. Nel suo discorso di fine anno Wen aveva definito l'inflazione "una tigre": dopo la zampata di marzo, si attendono a breve nuove misure monetarie.

di Antonio Talia

DOSSIER INFLAZIONE

Nuovo aumento coefficiente riserva obbligatoria

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