Marcegaglia: strumenti certi per l'innovazione

Nicoletta Picchio
ROMA
L'emergenza della crisi economica è alle spalle. Ma si prospetta una sfida altrettanto difficile: capire con quali prodotti conquistare i mercati che crescono, Cina, India, Brasile. Uno sforzo di nuove tecnologie, marketing, modo di produrre. E allora è una diretta conseguenza che, in questo scenario, «ricerca e innovazione siano una priorità per uscire dalla crisi e ricominciare a crescere».
Emma Marcegaglia conclude la settima Giornata della ricerca, organizzata da Confindustria. E denuncia ciò che non funziona nel nostro paese: c'è un problema di governance, finora troppo frammentata. E di risorse: sulla carta, esistono una serie di strumenti messi in piedi negli ultimi anni. Ma, all'atto pratico, denuncia la presidente di Confindustria, sono «inefficaci e insufficienti». Il credito d'imposta per la ricerca, ad esempio, è stato richiesto da 29mila imprese, ma solo 7mila hanno avuto i soldi. «Si sollecitano le aziende ad investire e poi c'è un tetto che le delude e le scoraggia. Bisogna tornare a uno strumento automatico per le imprese». I bandi di Industria 2015 destinati alla ricerca, dal 2005, ha aggiunto la Marcegaglia, non sono stati ancora finanziati.
E poco prima, aprendo il convegno, era stata Diana Bracco, vice presidente di Confindustria per la Ricerca e l'Innovazione, a denunciare che i due bandi di Industria 2015 gestiti dal ministero dello Sviluppo economico conclusi e approvati alla fine del 2008 (efficienza energetica e mobilità) devono ancora partire, mentre altri due sono stati dirottati altrove. Ultimo episodio di disattenzione del Governo, i fondi per la banda larga: sarebbe grave che non venisse finanziata, «è un tema importante - ha detto la Marcegaglia - per la quantità di crescita che può venire da quei settori».
Una nota positiva, è che, pur non emergendo dai dati aggregati, l'Italia, per innovazione e ricerca, «non è un deserto» e le imprese, ha sottolineato la presidente di Confindustria, «continuano a investire».
In platea, in prima fila, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Mariastella Gelmini. La Marcegaglia li ringrazia entrambi: «La presenza del presidente Napolitano è la miglior testimonianza della sua attenzione». E il capo dello stato l'ha confermato: «Ricerca e innovazione - ha detto - sono la condizione fondamentale per lo sviluppo economico del Paese ed è necessario che ci siano sinergie tra Nord e Sud». Bene anche la riforma dell'università e gli annunci del ministro sul Piano nazionale della ricerca.
L'obiettivo, come ha detto la Bracco, è che entro il 2013 gli investimenti in ricerca e innovazione arrivino al 2% del Pil. Per farlo, è «fondamentale» varare un Piano nazionale di ricerca 2009-2013 che abbia «obiettivi chiari, preveda strumenti efficaci e flessibili, possa contare su risorse finanziarie concrete e certe nel tempo».
Nello stesso tempo, ha continuato la Bracco, è necessario «aggregare le eccellenze per avere la massa critica adatta a perseguire un risultato competitivo a livello europeo e internazionale». Su questo punto, come ha detto anche la Marcegaglia nel suo intervento, Confindustria si è data da fare, con il Progetto Sud-Nord, ideato proprio dalla Bracco e dalla vice presidente con delega per il Mezzogiorno, Cristiana Coppola. «Un modo innovativo - ha detto la Coppola - di guardare allo sviluppo del Meridione, una piccola ma importante rivoluzione culturale». Apprezzato anche da Napolitano: «È una bellissima iniziativa, combina ricerca e Mezzogiorno in un progetto Nord-Sud che va nella direzione giusta».
La constatazione di partenza è che anche al Sud esistono dei centri di eccellenza, troppo isolati dal resto dello Stivale e, ancor più, dal contesto internazionale. Da qui l'idea di creare una rete molto forte tra aziende e centri di competenza sparsi sull'intero territorio nazionale per avviare progetti innovativi di ricerca nei settori chiave (aerospazio, trasporto su gomma e su ferro, scienza della vita, nutrizione). Utilizzando al meglio i circa 13 miliardi di euro di fondi europei a disposizione per la ricerca e l'innovazione da qui al 2013. «Sono una cifra enorme», ha detto la Marcegaglia. «Il paese potrebbe fare un passo avanti straordinario se si riuscisse a fare uno sforzo di discontinuità». Il fattore tempo è fondamentale: «Bisogna partire subito». Altrimenti, ha aggiunto, «c'è il rischio che accanto alla fuga di cervelli ci sia anche la fuga di progetti di ricerca».
Intanto l'attenzione è concentrata anche sul Parlamento e sui possibili tagli all'Irap. «Sarebbe solo un inizio. auspichiamo che possano seguire altri tagli di tasse. Un calo per imprese e lavoratori aiuterebbe la ripresa», ha commentato la Marcegaglia. I segnali positivi ci sono: per esempio, ha sottolineato la presidente di Confindustria, «c'è una diminuzione della cassa integrazione ordinaria e un aumento di quella in deroga». Ma la strada per tornare ai livelli pre-crisi «è ancora lunga».
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07/11/2009