MANDARINO:"PORTA SUL FUTURO"

Roma, 25 feb. - E' iniziata con l'ascolto dell'inno nazionale italiano e cinese la cerimonia di inaugurazione del "Liceo Internazionale con opzione lingua cinese" che si è svolta questo pomeriggio, presso il Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II" di Roma. Lo studio della lingua cinese come materia curriculare e quinquennale al fine di proporre un'offerta didattica in linea con il panorama internazionale: è questo il progetto innovativo di cui si è fatto promotore il Convitto. Alla cerimonia erano presenti il Ministro dell'Istruzione, On. Mariastella Gelmini, l'Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Sun Yuxi, il preside della  facoltà di Studi Orientali dell'Università "Sapienza" di Roma e dell'Istituto Confucio, Federico Masini, il Presidente della Fondazione Italia-Cina Cesare Romiti, il Direttore Regionale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Maria Maddalena Novelli e il Rettore dell'Istituto dott. Emilio Fatovic.
Lo scopo della storica scuola romana, da sempre sinonimo di eccellenza e di rigore, è quello di affermarsi "non come scuola di elite ma come scuola d'innovazione", afferma il Rettore Fatovic.
Il progetto - nato dalla collaborazione tra MIUR, Ministero degli Affari Esteri, Studi Orientali dell'Università "Sapienza" di Roma, Istituto Confucio e Ufficio Scolastico regionale per il Lazio -  ha preso il via a settembre con un programma articolato in sette ore settimanali di lingua (che diventeranno cinque per gli anni successivi) e due di geografia della Cina. Al già corposo programma scolastico si aggiungerà poi la possibilità di effettuare periodi di stage in Cina, il primo dei quali vedrà i 28 studenti della prima classe di questo anno scolastico mettere piede sul suolo cinese già dalla prossima estate. Il corso così organizzato, unico in Italia e secondo in Europa, è stato accolto con entusiasmo dagli alunni tanto che, come spiega il Rettore Fatovic, sono già pervenute al Convitto 120 iscrizioni per l'anno scolastico 2010/2011. Ma perché scegliere di studiare proprio la lingua cinese? E' stato l'Ambasciatore Sun Yuxi a spiegarne i motivi: "La Cina è un paese con più di 5000 anni di storia e che ha visto emergere grandi personalità come Confucio e Mao Zedong. Studiare la lingua cinese è l'unico modo, quindi, non solo per comunicare con 1 miliardo e 300 milioni di cinesi ma anche per comprendere la vera essenza della storia e della cultura cinese. La Cina, inoltre, con la sua forte economia, si sta guadagnando un posto di primo piano nello scacchiere delle relazioni tra le potenze mondiali; conoscere la sua lingua rappresenta, quindi, una chance in più per il futuro" . Ed è anche il Preside Federico Masini a concordare su quest'ultimo punto spiegando che "non tutte le matricole che ogni anno a settembre si iscrivono al corso di cinese diventeranno futuri interpreti o traduttori, ma di sicuro l'aver studiato il mandarino rappresenterà per loro un grande vantaggio in qualsiasi tipo di lavoro: permetterà loro di guardare alla Cina non più come un paese lontano e misterioso bensì come una cultura molto vicina".  "Un motivo in più per scegliere, a pari merito, un candidato con un'esperienza all'estero maturata in terra orientale piuttosto che negli Stati Uniti" ha affermato Cesare Romiti.
"Studiare una nuova lingua non significa soltanto apprenderne l'idioma ma aprire la propria mente alla nuova cultura e aprire una porta sul futuro" chiosa l' Ambasciatore Sun. E' il Ministro Gelmini a concludere l'incontro esprimendo un parere entusiastico riguardo la "coraggiosa iniziativa del convitto" e ricordando che, tra le riforme introdotte nella scuola italiana, è previsto lo studio della cittadinanza; cittadinanza che però va intesa non solo come italiana ma anche europea e mondiale.