Lusso ed ecologia in vetrina

Nicola Desiderio
L'eldorado dell'auto è quello dove il mercato non accusa flessioni, anzi a gennaio è cresciuto del 143% e promette di sommergere tutti gli altri come un'onda lunga. Benvenuti in Cina, primo mercato mondiale dell'auto con 13,6 milioni di veicoli nel 2009 (+53%), al Salone di Pechino (23 aprile-2 maggio) e che vede una crescente presenza europea, in particolare per quanto riguarda il lusso che trova sempre più adepti con gli occhi a mandorla. È il gruppo Volkswagen, arrivato in Cina sin dal 1985 e dove a fine 2009 ha venduto oltre 1,4 milioni di auto, a farla da padrona rovesciando sulla capitale cinese un'orda di prestigio, centimetri e cavalli.
L'Audi A8 Lunga con i suoi 526 cm e il W12 6.3 Fsi da 500 cv fa il paio con la rinnovata Phaeton, dallo stile più cesellato e anche lei con un W12 da 450 cv, un fuori tutto ben oltre i 5 metri e tanta tecnologia. Dediche particolari arrivano da Bentley e Lamborghini. La prima porta a Pechino la Continental Flying Spur Speed China e la Continental Gt Design Series China, la seconda la Murciélago LP 670-4 SuperVeloce China Limited Edition prodotta in soli 10 esemplari per facoltosi vogliosi di spremere i 670 cv del suo V12 fino a 342 km/h ed esibire i fregi arancioni sulla carrozzeria nero opaco . È la manovra di disturbo alla Ferrari 599 GTO che è venuta proprio qui a fare la sua prima passerella per intercettare con i suoi 670 cv e 335 km/h il mercato più veloce del mondo.
Porsche invece mette il V6 3.6 da 300 cv nel cofano della Panamera.
Fuoco incrociato tra Bmw e Daimler. Nel paese dove Rolls-Royce ha uno dei suoi migliori 5 mercati e nei primi tre mesi ha triplicato le vendite, la Maybach rinfresca le sue 57 e 62 con motori potenziati a 630 cv ma più puliti. Botta e risposta anche tra le versioni allungate della Serie 5 e della Mercedes Classe E, specifiche per la Cina, ma la sfida è anche a colpi di concept.
La Stella di Stoccarda presenta infatti la Shooting Break, eleganza in forma di station wagon che anticipa la Cls, e Monaco risponde con la Gran Coupè Concept che anticipa probabilmente la sua più acerrima antagonista. In palio c'è la supremazia del locale mercato premium che in 10 anni passerà da 478mila unità del 2009 a 1,5 milioni del 2020. Della partita sarà la X1, anche lei destinata a essere prodotta in Cina.
Anche i francesi tuttavia hanno fiutato e puntato il Dragone, in particolare Psa. Citroën mostra a Pechino la Metropolis, ammiraglia disegnata dal centro stile del Double Chevron a Shanghai mentre Peugeot presenta la 408, versione 3 volumi della nostra 308 in un mercato dove la classica berlina è la forma tipica dell'automobile. Non per nulla anche la Hyundai presenta la nuova Verna, terzo modello dedicato a questo mercato.
E i cinesi? Anche loro si affacciano nel mondo del lusso con la pacchiana Emgrand Ec-8 ma le loro novità sono innumerevoli, circa un centinaio, ed è davvero difficile sapere quanto di tutto questo ci riguarderà anche perché i costruttori locali, dopo aver provato a invadere i mercati occidentali, hanno capito che per il momento gli bastava prendersi quello interno e prepararsi con calma al futuro, magari comprando la Volvo, come ha praticamente fatto Geely, o la Baic acquistando da Gm le linee della vecchia Saab 9-5 che, non a caso, ricompare proprio a Pechino con il nome di Beijing C71. Non mancano certo i cloni come la Great Wall Hover M1 che "pandeggia" al quanto, eppure lo stile mostra chiari segni di evoluzione, guidato da mani italiane invisibili e non, come quella di Pininfarina presente su ben 7 novità di Brilliance, Chery e Jac. Succede nel mercato dove tutti vogliono mettere la firma.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
www.motori24.it
Speciale salone

Stelle d'Oriente

La Cina è un mercato strategico dove si stanno cimentando costruttori premium e grandi generalisti. La sfida è su fronti multipli e la partita si gioca anche tra design e tecnologia



26/04/2010