LO STRANO CASO DEL SUICIDA XIE

LO STRANO CASO DEL SUICIDA XIE

Pechino, 02 set. - Xie Yexin, 46 anni, era funzionario dell'ufficio anti-corruzione della contea rurale di Gong'an, provincia dello Hubei. Il 27 agosto le autorità lo hanno trovato seduto alla scrivania, morto, con 11 coltellate sparse per il corpo, dai polsi al collo.

 

Apparentemente contro ogni legge del buon senso e con una fantasia degna dell'investigatore Poirot di "Assassinio sull'Orient Express" - nel romanzo di Agatha Christie le coltellate erano però 12 - la polizia locale, dopo approfondite indagini e perizie sul corpo e la scena del crimine, ha esposto una bizzarra tesi sulla dinamica del decesso.

 

Si tratta di suicidio, caso chiuso, inutile investigare oltre.
"Noi pensiamo si tratti di suicidio. Non è un caso penale e quindi non siamo obbligati a proseguire con le indagini" ha spiegato Wang Jianping, vice direttore del dipartimento di sicurezza della contea, lasciando intendere l'urgenza di lasciarsi alle spalle al più presto un "suicidio" così atipico.

 

Le indagini sono continuate invece su internet, dove la versione del suicidio è stata accolta a metà tra l'insulto e la beffa. Moltissimi i commenti sarcastici nella rete cinese, tra chi esorta a mobilitare il prima possibile la commissione del Guinness dei primati e chi commenta le dichiarazioni ufficiali con un amaro "Che ci crediate o no, noi ci crediamo", riportando alla memoria l'infelice uscita del portavoce del Ministero delle Ferrovie a ridosso del disastro di Wenzhou, chiamato a fugare i dubbi sul tentativo di insabbiamento delle prove dell'incidente ferroviario.

 

L'ormai celeberrima frase di Wang Yonping, recentemente spedito a rappresentare le ferrovie cinesi in Polonia, è diventato il meme – tormentone del web – per indicare la presunzione del potere cinese, sicuro di poter dare a bere qualsiasi cosa all'inebetita – o meglio, presunta tale – opinione pubblica cinese.

 

Secondo i dati disponibili, la tesi del suicidio sembra fare acqua da tutte le parti. Manca il movente. Che motivo aveva il signor Xie di porre fine alla sua vita in un modo così cruento?
La famiglia ha dichiarato a numerosi giornali che nei giorni precedenti al presunto suicidio Xie Yexin era assolutamente di buonumore. La figlia si sarebbe laureata quest'anno e i problemi sul lavoro erano solamente "piccole questioni", in risposta a chi indicava la mancata promozione come causa scatenante della furia autolesionista.

 

Solo un mese prima a Xie Yexin era stato tolto un caso di investigazione interna particolarmente scottante, dove tra i sospettati corruttori figurava anche il vice segretario del Partito della contea. Uno dei signorotti locali, per intendersi.

 

Aver cercato di pestare i piedi al pezzo grosso della zona potrebbe essere costato caro a Xie Yexin che, prendendo per buona la versione ufficiale del suicidio violento, si sarebbe inferto da solo 11 coltellate tra polsi, addome, petto e collo, accasciandosi sulla sedia lasciando però il coltello – che corrisponde al coltello mancante di casa Xie – avvolto in un fazzoletto di carta dal lato dell'impugnatura. Una precauzione abbastanza originale per un aspirante suicida.

 

Inoltre, notano su Shanghaiist, nonostante non ci siano segni di colluttazione sul corpo o segni di lotta per la stanza – secondo le descrizioni della stampa tutto era meticolosamente in ordine – desta qualche dubbio la mancanza di sangue sulla scrivania del signor Xie. Una scrivania troppo pulita per stare davanti ad un funzionario morto dissanguato tagliandosi la gola. La famiglia, che durante la veglia funebre ha assalito i rappresentanti delle autorità locali chiedendo  giustizia e verità per il parente defunto, si è appellata ufficialmente al dipartimento di sicurezza della contea per ulteriori indagini sulla morte di Xie, fermamente convinti che si sia trattato di un omicidio come ritorsione per delle indagini scomode.
Fino a nuove indagini, rimane la verità del Partito. Xie Yexin si è suicidato, non è un caso penale, non siamo obbligati ad investigare oltre.

 

di Matteo Miavaldi

 

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