LINGUA CINESE: A ROMA E' BOOM DI ISCRITTI

Cinese mania. Lo dicono gli studenti e i professori delle università romane, lo confermano i numeri delle iscrizioni ai corsi di lingua universitari, ovunque in crescita. Perché la Cina è uno dei paesi emergenti sulla scena internazionale, ma soprattutto per le numerose possibilità di inserimento in un mercato in pieno sviluppo. "Alla facoltà di Studi Orientali – dice Federico Masini, preside del corso e professore di lingua e cultura cinese presso l'università La Sapienza di Roma – quest'anno abbiamo avuto 780 nuovi immatricolati per un totale di 3mila studenti. Di questi 3mila, almeno un terzo studiano la lingua e la cultura cinese, di cui 300 nuove matricole che studieranno proprio il cinese, con un incremento del 10% rispetto allo scorso anno accademico". Infatti la Cina diventa ogni anno più importante sul mercato mondiale. "E i ragazzi se ne sono accorti prima dello Stato e degli adulti – continua Masini -. Ecco perché l'interesse verso i corsi di cinese è in crescita esponenziale. Certo conta anche il maggior numero di possibilità di entrare nel mondo del lavoro, rispetto agli altri laureati in studi umanistici". A confermarlo sono gli stessi studenti: "Ho scelto questo corso perché la Cina è una potenza emergente e come mediatore ho la possibilità di trovare un lavoro ben pagato", dice Francesco, 20 anni, studente della Sapienza. Idea condivisa da Andrea, che di anni ne ha 23:  "Quasi tutti conoscono l'inglese o lo spagnolo, ma sono ancora pochi i professionisti che sanno parlare il cinese, mentre la richiesta nel mondo del lavoro cresce". Inoltre la facoltà di Studi Orientali della Sapienza, in collaborazione con l'Università di Lingue straniere di Pechino ha fondato a Roma il primo Istituto Confucio Italia. "Abbiamo circa 250 studenti all'anno – conclude il preside -,  con diversi livelli di conoscenza della lingua e diverse priorità: ci sono corsi per bambini, oppure corsi di cinese commerciale per entrare subito nel mondo del lavoro. La vera frontiera però è introdurre questa lingua nelle scuole medie ed elementari. Qualche esperimento è già stato fatto in alcuni istituti romani, grazie ad un accordo con la regione". Anche se la Sapienza è l'unica università romana ad avere un vera e propria facoltà dedicata agli studi orientali, anche gli altri atenei capitolini hanno istituto corsi più o meno istituzionali di lingua e cultura cinese. Come l'università Roma Tre, per il proprio corso di Lingue e mediazione linguistica e l'università di Tor Vergata, dove a tenere il corso sono dei dottorandi della facoltà di Ingegneria Civile. "Il corso è extra-curriculare e esiste da 3 anni – spiega Donato Abruzzese, professore presso la facoltà di Ingegneria e coordinatore del corso di cinese -. L'interesse è sempre maggiore da parte degli studenti. Quest'anno le iscrizioni sono arrivate a 70". Completamente diversa è l'offerta formativa prevista dal corso di laurea magistrale in "General Management" della Luiss. "Il corso è tenuto in lingua inglese – racconta Alberto Marcati, responsabile didattico – ma prevede che i nostri studenti frequentino le lezioni un anno in Italia e uno in Cina, presso l'università di Fudan a Shangai , conseguendo sia il titolo italiano che quello cinese". Una possibilità molto valida anche dal punto di vista lavorativo. "Sia perché i nostri studenti hanno la possibilità di crearsi un curriculum internazionale – conclude Marcati -, sia perché hanno la possibilità di immergersi per un anno nella realtà cinese". Per questo, nonostante il corso sia attivo solo da 2 anni, gli iscritti sono in crescita di oltre il 10%.
(Fonte: Il Sole 24 Ore Roma 28/01/2009, Serena Riselli)

Numeroni

1000
Gli studenti che studiano la lingua e la letteratura cinese presso la facoltà di Studi Orientali della Sapienza di Roma.

+10%
Incremento delle iscrizioni ai corsi di lingua cinese presso alcuni atenei romani.

300
Le nuove matricole per l'anno accademico in corso presso il corso di cinese alla Sapienza.