LIBERTÀ SUL WEB, DUELLO CLINTON-PECHINO

LIBERTÀ SUL WEB,  DUELLO CLINTON-PECHINO

Pechino, 22 gen. - I governi di Pechino e Washington scendono in campo sempre più direttamente nella "guerra del web" in corso tra Google e Cina: "Gli Stati Uniti hanno criticato le politiche cinesi di amministrazione della rete e insinuato che la Cina restringerebbe la libertà su internet - ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri Ma Zhaouxu-, queste affermazioni sono contrarie alla verità dei fatti e dannose per la relazioni tra Cina e USA". "Chiediamo agli Stati Uniti di rispettare i fatti e cessare la strumentalizzazione della cosiddetta libertà sul web per rivolgere accuse infondate nei confronti della Cina". Il duro comunicato di Ma Zhaoxu è la reazione del Dragone alle affermazioni del Segretario di Stato Hillary Clinton, che ieri, in un discorso al Museo del giornalismo di Washington ha, di fatto, indicato la libertà e la sicurezza del web come una delle priorità della politica estera statunitense. "Noi siamo fermamente per un unico internet, dove l'intera umanità abbia eguale accesso al sapere e alle idee - ha detto Clinton - e chiediamo l'intervento della comunità globale contro chi promuove attacchi sul cyberspazio". Secondo il segretario di Stato americano "in un mondo interconnesso un attacco ai network di un paese è un attacco a tutti"; Hillary Clinton ha poi chiamato in causa direttamente la Cina , chiedendo alle autorità di Pechino di condurre "un'indagine approfondita sulle intrusioni nel cyberspazio" denunciate da Google, invitando alla "trasparenza nelle inchieste e nelle conclusioni". Tutto nasce, come si ricorderà, dalla minaccia di Google di abbandonare il mercato cinese in seguito a una sofisticata serie di atti di pirateria informatica. Il colosso del web - che è comunque ancora in trattativa col governo cinese e non ha fatto seguito alla parziale apertura di contenuti sgraditi al governo di Pechino (messa in atto la scorsa settimana come una sorta di ritorsione) - era stato oggetto di una serie di infiltrazioni nel dicembre scorso che, secondo Google stessa, avrebbero avuto origine proprio dal territorio cinese. Il web, in Cina, è costantemente controllato dal governo che blocca contenuti su argomenti politicamente "sensibili". Popolari siti di social network come Facebook, Twitter o You Tube sono inaccessibili dal marzo scorso.