LI PENG PUBBLICA MEMORIALE, MA NON PARLA DI TIAN'ANMEN

di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 25 giu. - Li Peng, uno degli uomini politici cinesi più importanti degli anni Ottanta, si rivela in un'autobiografia. Il memoir dell'uomo che è stato primo ministro cinese durante le manifestazioni pro-democratiche di piazza Tian'anmen del 1989 non cita però i giorni drammatici delle contestazioni e della successiva repressione nel sangue da parte dell'esercito, intervenuto per fermare le contestazioni e le richieste di aperture politiche da parte degli studenti e dei dimostranti. Il racconto dell'attività politica si ferma al 1983, sei anni prima che si tenessero le manifestazioni studentesche.

 

La biografia di Li Peng è stata pubblicata ieri, scrive l'agenzia Xinhua, e si compone di sedici capitoli, 480mila caratteri e di un apparato fotografico di 130 immagini che lo ritraggono nelle varie fasi della sua vita e carriera politica. La biografia è stata pubblicata congiuntamente dal Central Party Literature Press e dalla China Electric power Press. La pubblicazione di biografie di politici in pensione è piuttosto infrequente in Cina, dove gli ex alti papaveri del Partito Comunista Cinese scelgono, piuttosto, di ritirarsi a vita privata e limitarsi a comparire in pubblico in rare occasioni.

 

Quella pubblicata ieri non è la prima biografia di Li Peng. Un altro libro dedicato a un'altra parte della sua vita - pubblicato undici anni fa, nel 2003 - comprende il periodo in cui Li è stato tra gli alti funzionari a capo del progetto della Diga delle Tre Gole. Li ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della più grande diga del mondo a partire dal 1981, ed era ancora presente nello staff dirigenziale dell'immane progetto idroelettrico nel 2003, quando il bacino della diga ha cominciato a entrare in funzione. Un altro diario attribuito allo stesso ex primo ministro cinese riguarda, invece, proprio il periodo dei fatti di piazza Tian'anmen e il suo ruolo nella repressione delle manifestazioni. Il diario, ricorda oggi il South China Morning Post di Hong Kong, è stato pubblicato on line nel 2010, contro il volere dell'autore, ma le autorità cinesi ne hanno immediatamente vietato la pubblicazione nell'ex colonia britannica.

 

26 giugno 2014

 

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