LI KEQIANG "RIFORME DOLOROSE MA ANDIAMO AVANTI"

di Eugenio Buzzetti

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Pechino, 15 mar. - Per quanto doloroso sia il processo di riforma, la Cina andra' avanti fino in fondo. Lo ha dichiarato oggi il primo ministro cinese Li Keqiang durante la conferenza stampa di chiusura dei lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese, da poco iniziata. Il premier ha risposto alle domande dei giornalisti cinesi e internazionali sul corso dell'economia del Paese. La conferenza stampa è stata trasmessa in diretta anche sull'account Facebook e Twitter dell'agenzia Xinhua, social network oscurati dalla censura cinese. Li ha poi difeso il processo di riforma dell'economia e della pubblica amministrazione che "pone la Cina in una posizione piu' forte rispetto alle pressioni al ribasso dell'economia". Il premier ha poi fatto un cenno al fenomeno dell'e-commerce che "puo' coesistere con il commercio tradizionale".



Anp, Premier Li: nessun rischio deflazione


Pechino, 16 mar. - La Cina non corre il rischio di finire in deflazione sotto il modello della "nuova normalità" al 7% di crescita annuo. Il premier Li Keqiang ha rassicurato oggi la platea di giornalisti della stampa cinese e internazionale presenti alla conferenza stampa conclusiva dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese. Il premier cinese ha parlato delle riforme del sistema cinese, a cominciare dall'economia che procede "a una velocità ragionevole" nonostante il rallentamento al tasso di crescita più basso degli ultimi decenni, al 7,4% nel 2014. Contro i rischi del sistema finanziario, tra i quali ha citato il settore bancario ombra, Li Keqiang ha poi spiegato che la Cina "è in grado di prevenirli" attraverso strumenti adeguati, e che il governo ha "un grande spazio di manovra", anche grazie all'assenza di grossi stimoli all'economia negli ultimi anni. "Lasciatemi dire che per quanto doloroso questo processo sia - ha dichiarato Li Keqiang, parlando delle riforme che il governo intende varare - siamo determinati ad andare fino in fondo".

Il primo ministro ha poi toccato il tema dell'impiego, spiegando che se il rallentamento dell'economia cinese dovesse incidere sull'occupazione, il governo "stabilizzerà linee e aspettative del mercato a lungo termine per la Cina". Per favorire la crescita, il governo cinese punta poi sull'innovazione e le piccole e medie imprese, come confermato anche in questi giorni di lavori dell'Assemblea Nazionale del Popolo. La Cina continuerà a "rimuovere gli ostacoli" per le imprese e a "spianare la strada" per un aumento dell'imprenditoria privata nel Paese. Il premier ha poi sottolineato l'importanza della riforma della pubblica amministrazione, per una maggiore efficenza dell'apparato statale.

Toni duri, invece, contro l'inquinamento e contro gli inquinatori, che dovranno pagare un prezzo "troppo alto da sostenere" per le violazioni alle leggi di protezione ambientale. Contro le aziende che producono i volumi più alti di inquinamento, il primo ministro cinese ha promesso pene severe, con l'attuazione di leggi vigenti e controlli più severi da parte delle forze dell'ordine, la cui azione deve essere "forte ed efficace", ha detto, e non "soffice come zucchero filato". In politica estera, Li ha poi ribadito il rispetto per "l'indipendenza e l'integrità territoriale" dell'Ucraina, e la volontà del governo cinese per la ricerca di una "soluzione negoziata" della crisi attraverso il dialogo.

Nessun cambiamento in vista, per quanto riguarda la linea su Hong Kong che, ha dichiarato il premier, rimane vincolata al modello "Un Paese, due sistemi", che regola i rapporti con Pechino. Un cenno, verso la conclusione della conferenza stampa, lo ha riservato ai rapporti con il Myanmar, dopo che nella giornata di venerdì sono morti quattro cittadini cinesi e altri nove sono rimasti feriti in una località vicino al confine con il Paese del sud-est asiatico per una bomba sganciata da un aereo militare birmano. La Cina, ha detto il premier "ha la capacità di difendere fermamente il confine" con il Myanmar.

 

16 marzo 2015

 

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