LI DAOKUI, NEL 2011 CALERA' L'INFLAZIONE

LI DAOKUI, NEL 2011 CALERA' L'INFLAZIONE

Pechino, 16 mag.- Un'inflazione che si attesterà poco al di sopra della soglia del 4%  fissata come obiettivo dal governo e un calo del surplus commerciale, che ad aprile aveva registrato un nuovo incremento: ecco le previsioni per il 2011 di Li Daokui, membro della commissione politiche monetarie della Banca centrale, tra i più importanti economisti cinesi.

 

"Ritengo che il surplus commerciale cinese diminuirà nel corso dell'anno, fino ad arrivare a 100- 120 miliardi di dollari - ha detto Li nel corso dell'International Business Development Forum che si è tenuto a Pechino sabato scorso - e mi aspetto che il rapporto PIL/surplus commerciale scenda al di sotto del 2%". Nel primo trimestre di quest'anno la bilancia commerciale cinese aveva registrato il primo deficit degli ultimi sei anni per 1.02 miliardi di dollari – a detta degli esperti soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi delle commodities e delle politiche monetarie restrittive -, ma già ad aprile il Dragone è tornato a conseguire un robusto avanzo di 11.43 miliardi di dollari, ben al di là delle aspettative degli economisti (questo articolo).

 

Sul fronte dell'inflazione, l'economista ha detto che la leadership di Pechino riuscirà a contenerla entro il 4.2%-4.3% per la fine dell'anno, un risultato che sfora l'obiettivo del 4% annuo fissato dal governo ma ridimensiona comunque gli aumenti degli ultimi mesi, che a marzo ed aprile hanno fatto registrare all'indice dei prezzi al consumo rispettivamente un aumento del 5.4% e 5.3% (questo articolo).

 

"Anche l'aumento dei prezzi di aprile era troppo elevato - ha detto Li - ma personalmente sono più preoccupato dall'inflazione nell'arco di cinque o dieci anni che non nell'immediato. In questo orizzonte di tempo dovremmo adottare una politica monetaria relativamente restrittiva e una politica fiscale relativamente rilassata".  Nel tentativo di combattere l'inflazione la Banca centrale di Pechino ha aumentato i requisiti di riserva obbligatoria cinque volte dall'inizio dell' anno ad oggi, mentre i tassi d'interesse sono stati incrementati quattro volte dall'ottobre scorso (questo articolo). "L'economia cinese dovrebbe crescere del 9% per garantire lo sviluppo – ha concluso Li Daokui- e ritengo che il tasso del 7% fissato per i prossimi cinque anni non sia sufficiente".

 

di Antonio Talia

 

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