LEZIONE DI ECONOMIA DI GIULIO TREMONTI

LEZIONE DI ECONOMIA DI GIULIO TREMONTI

Pechino, 19 nov. - Le cause della crisi e le manovre adottate per uscirne, e che cosa si dovrà fare in seguito per evitare che si ripeta: sono questi, in sintesi, i temi trattati oggi dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti nella sua lezione davanti ai quadri del Partito Comunista Cinese presso la Scuola Centrale del PCC di Pechino. Sul banco d'accusa, secondo Tremonti, c'è il passaggio a un 'capitalismo atipico', nel quale gli Stati hanno ceduto alle banche e al mercato la capacità di battere moneta, spalancando le porte alle speculazioni, ai prodotti derivati, alla prevalenza dell'economia finanziaria su quella reale. Ma, alla radice, le cause sono etiche: "Si è dimenticato che la speculazione può anche essere una parte, ma non è il tutto del capitalismo. Si è dimenticato che la funzione della società per azioni non è solo quella di creare valore per gli azionisti, ma anche di creare valore per i lavoratori e, in questo modo, per la società nel suo insieme"; alcuni dei temi già affrontati nel saggio La Paura e la Speranza, nel quale il ministro attaccava il "mercatismo", definito "l'ultimo totalitarismo". L'intervento degli Stati ha rimesso in carreggiata le economie mondiali: "I Governi, con le loro misure, hanno permesso che si ricreasse un clima di fiducia; hanno adottato interventi nell'economia reale e hanno agito soprattutto sul settore bancario e su quello finanziario. Ma si è permesso che venissero salvate non solo le banche che prestavano alle imprese e alle famiglie, ma bensì tutte le banche, in generale, e adesso il livello delle Borse mondiali è tornato ai livelli pre-crisi, a differenza di quello dell'economia reale, e i prodotti derivati hanno ripreso a crescere a una velocità spaventosa". Secondo Tremonti c'è il rischio di ricadere presto in una nuova crisi e la risposta per evitarlo è di natura politica e parte dal G20: "È necessaria una nuova Bretton Woods, un nuovo Trattato sulle cui basi creare una nuova atmosfera politica"; il riferimento è a quel 'Global Standard' messo a punto negli scorsi mesi da giuristi italiani ed esperti OECD che è poi confluito, nel giugno scorso, nel cosiddetto "Lecce Framework". Si tratta di un progetto per un nuovo Trattato capace di dotare i mercati mondiali di una serie di regole condivise che non limitano il diritto degli Stati sovrani, ma si aggiungono ad esso. Tremonti ha consegnato una bozza ai dirigenti del Partito Comunista: "Si tratta di qualcosa che necessita del contributo positivo di tutte le esperienze politiche, culturali e storiche, oltre che di tutte le sensibilità. L'idea non è quella di un codice fatto di vecchi codici, ma uno strumento per scrivere una nuova pagina della nostra storia". "Voi avete esperienza di rivoluzioni, – ha concluso Tremonti rivolgendosi alla platea – iniziamo insieme una grande, pacifica rivoluzione globale".