LE VIE DEL GUSTO: LA SCOPERTA DEL FORMAGGIO

Il formaggio, per secoli, è stato "il grande assente" della dieta cinese. Da qualche anno però, il prodotto sta lentamente conquistando il mercato, attraverso il canale dei fast food, nella forma di pizze, burger e sandwich. Grazie alla rapida diffusione di western-style supermaket e catene come McDonald's e Pizza Hut, i cinesi stanno infatti iniziando a variare la propria dieta e ad apprezzare il sapore del formaggio. Naturalmente, si tratta di un fenomeno limitato alla popolazione urbana di un certo livello sociale ma che presenta importanti opportunità di crescita se si osservano l'intensa urbanizzazione, crescita economica e conseguente mobilità sociale che sta coinvolgendo la Cina.

Puntare sul settore caseario implica, naturalmente, tutti quei rischi inevitabilmente connessi ai mercati vergini, ma in nessun altro paese al mondo l'industria lattiero-casearia presenta un potenziale e delle prospettive di crescita su lungo periodo così brillanti come in Cina; nel corso degli ultimi 20 anni, essa è infatti cresciuta da zero, fino a registrare un volume di vendite annue pari a quasi 2 miliardi di euro. Certo, il mercato è ancora minuscolo se paragonato a quello dell'Europa e se rapportato alla capacità offerta dal paese, ma in un arco di tempo variabile dai tre ai cinque anni si prevede che le giovani generazioni apprezzeranno sempre di più il formaggio. Secondo le previsioni dell'Istituto nazionale di Statistica Cinese, nel 2015 il volume del consumo di latticini pro-capite potrebbe raggiungere i 30 kg, un valore prossimo a quello del Giappone, spingendo la domanda ad un valore 13 volte superiore a quello attuale.

Produzione locale

La produzione locale è ancora allo stato embrionale e il mercato è dominato dal formaggio straniero. Ma la Bright Dairy&Food Co., uno dei più grandi produttori e distributori di prodotti caseari cinesi, che detiene il 46% dell'intero mercato del paese, ha recentemente investito in una nuova linea di produzione di formaggio in fette per aumentare i profitti del suo mercato di nicchia in crescita. Wu Xiaohong, product manager della Bright Dairy, ha infatti dichiarato che questa nuova linea garantirà maggiori introiti di quelli derivanti dall'importazione, e assicurerà una maggiore freschezza del prodotto.

Importazioni

Sebbene l'Europa rappresenti la più grande industria casearia del mondo, essa occupa solo una piccola parte del mercato cinese, trovandosi a competere con paesi che dominano quei segmenti del mercato in più forte crescita: si tratta di Australia e Nuova Zelanda, da cui proviene gran parte del formaggio utilizzato nelle catene di fast-food.

Le restanti tipologie di formaggi, provenienti da Francia, Olanda, Italia, sono utilizzate nel canale horeca (termine commerciale che si riferisce al settore dell'industria alberghiera e alle imprese che preparano e servono alimenti e bevande) e solo marginalmente sono vendute dalla grande distribuzione.

Il fatto che l'Europa esporti poco in Cina è un riflesso della struttura del mercato mondiale del formaggio. Sebbene l'Unione Europea detenga infatti il titolo di maggior produttore, consumi e scambi restano confinati all'interno della Ue. Al contrario, Nuova Zelanda ed Australia, che hanno il vantaggio dei bassi prezzi legati alla pastorizia, esportano più della metà della loro produzione.

Quello cinese è un mercato in continua trasformazione e le possibilità per la produzione europea sono legate soprattutto a quei segmenti di mercato che si stanno sviluppando più lentamente, ma che puntano sulla qualità.

Formaggi italiani: i progetti

L'Italia è il paese più colpito dalla pirateria agroalimentare in Cina e il formaggio è uno dei prodotti che subisce più largamente la pratica della contraffazione. Sui banchi dei supermercati cinesi compaiono il Parmesan e il falso Provolone, così come Caciotta e Pecorino, ma con raffigurata sulla confezione una mucca al posto della pecora. Si tratta di una reale minaccia, che rischia di danneggiare non solo l'economia ma anche l'immagine del vero Made in Italy. Di fronte a questi rischi è necessario intervenire urgentemente con i controlli e con la trasparenza dell'informazione per consentire la rintracciabilità delle produzioni e scelte consapevoli da parte dei consumatori.

Messi da parte gli allarmismi legati al recente blocco della mozzarella, si respira un clima di ottimismo nei progetti legati all'esportazioni di formaggi e prodotti nostrani in Cina.

Progetto Trading Agro Crai

Nel marzo scorso è stata costituita la Trading Agro Crai, joint-venture italo-cinese finanziata da Simest, che punta a rafforzare i marchi del gusto italiano in Cina attraverso una felice integrazione fra distribuzione, produzione agroalimentare di qualità, ristorazione, sia veloce sia di prestigio. La Trading Agro Crai, in collaborazione con la Beijing Bliss Fashion Corporation, prevede di aprire quattro negozi di bandiera nelle principali città cinesi. Il primo di questi negozi sarà inaugurato in tempo utile per le Olimpiadi 2008 e sorgerà a Pechino.

Gli store, che saranno poi anche a Shanghai e Tianjin, vogliono essere una grande vetrina, con un assortimento totalmente italiano di prodotti sia artigianali che industriali; dall'Italia saranno importanti al 40% alimenti confezionati, al 30% formaggi e prosciutti, al 20% vini e al 10% olio di oliva.

Progetto Crossroads

A pochi mesi dalle Olimpiadi 2008 il Grana Padano, formaggio italiano per antonomasia, è diventato il binario su cui corre il progetto Crossroads "Where Lombard tradition meets chinese taste"; lo scopo è quello di promuovere la conoscenza dei prodotti lombardi con marchio di qualità e la diffusione del formaggio DOP Grana Padano in Cina. Prima iniziativa in programma, il libro di ricette sino-lombarde "Il gusto lombardo sulla via d'Oriente", in cui 30 piatti di tradizione cinese sono reinterpretati con ingredienti e gusto lombardi: dagli involtini primavera fritti con crema di gorgonzola al pollo al curry con sformato di riso al Grana Padano.

La Lombardia, regione che vanta il successo imprenditoriale nella ristorazione etnica tramite l'eccellenza dei propri prodotti alimentari, si presenta al mercato e ai consumatori cinesi, consapevole che come la sua storia dimostra, la contaminazione tra le due culture è possibile e che può partire proprio dalla promozione e dall'educazione all'alimentazione di qualità. Il progetto Crossroads avrà un importante seguito in occasione delle Olimpiadi; all'interno della settimana italiana in programma nella città che ospiterà i Giochi olimpici sarà organizzata, in collaborazione con il Teatro alla Scala, una cena di gala per personalità del mondo dei media e della grande distribuzione, importatori e operatori del settore, nel corso della quale saranno serviti i piatti nati dalla contaminazione cultural-culinaria tra Lombardia e Cina.